
I contenuti principali della riforma
La riforma interviene sull'articolo 104 della Costituzione, prevedendo la divisione del Consiglio superiore della magistratura in due organi distinti: uno per la magistratura giudicante e uno per la magistratura requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica.
Mentre l'indipendenza dei giudici è espressamente garantita dalla Costituzione, lo status dei pubblici ministeri è disciplinato dalla legge ordinaria. Questo aspetto rende possibile, in linea teorica, un intervento legislativo che incida sulla loro autonomia. L'appartenenza allo stesso CSM dei giudici è stata finora considerata una garanzia di equilibrio e indipendenza.
Il sorteggio e la composizione dei nuovi organi
La riforma introduce il sorteggio come criterio di selezione dei membri del CSM. Un terzo dei componenti sarebbe scelto tra membri laici (avvocati e professori universitari) estratti da liste approvate dal Parlamento, mentre i restanti due terzi sarebbero sorteggiati tra magistrati giudicanti e requirenti.
Questo sistema modifica in modo significativo la rappresentanza interna alla magistratura e rafforza il ruolo del Parlamento nella composizione degli organi di autogoverno, con il rischio di un aumento dell'influenza politica.
La funzione disciplinare e l'Alta Corte
La riforma prevede inoltre che la funzione disciplinare venga sottratta al CSM e attribuita a una nuova Alta corte disciplinare. Le decisioni di questo organo non sarebbero impugnabili in Cassazione, ma solo davanti alla stessa Alta corte.
L'Alta corte sarebbe composta in parte da membri di nomina politica e in parte da magistrati selezionati tra quelli con funzioni apicali. Questo assetto introdurrebbe una gerarchia interna alla magistratura che oggi non esiste e renderebbe i giudici disciplinari più esposti a pressioni esterne.
La riforma in discussione non incide in alcun modo sul funzionamento della giustizia, sulla velocità e l'efficacia dei processi e su altre questioni delicatissime come, per esempio, l'agonizzante situazione del sistema carcerario
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INCONTRI
il 18 febbraio 2026 a Rovereto: Le ragioni del no
[Questa notizia è stata pubblicata il 17/1/2026 ed è in continuo aggiornamento]
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