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APPROFONDIMENTO
Il Board of Peace per Gaza
Scarica immagine2025-05-12 Distruzione Gaza

Il 17 novembre 2025, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvando la Risoluzione 2803/2025 su Gaza ha segnato un punto di svolta senza precedenti nella storia dell'Onu a 80 anni dalla sua fondazione, rinunciando al potere che la Carta ONU gli affida di mantenere pace e sicurezza internazionale per attribuirlo ad un'entità esterna, il “Board of Peace”, pensata e guidata dal Presidente USA.

La Risoluzione 2803, adottata con 13 voti favorevoli e 2 astensioni (Russia e Cina), ha riconosciuto al Board personalità giuridica internazionale con pieni poteri di vita e di morte nei confronti di un popolo; ha legittimato una forza militare da dispiegare nella Striscia sotto il comando presieduto dal Presidente USA, che del genocidio in atto a Gaza è complice per avere continuamente fornito supporto militare, economico e diplomatico allo Stato di Israele; ha legittimato i principali azionisti della Forza di stabilizzazione internazionale (USA, Israele, Egitto: tutti Stati coinvolti nel genocidio); ha relegato l'Onu tra le “organizzazioni cooperanti” insieme al Comitato Internazionale della Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa con il compito di promuovere l'aiuto umanitario; ha autorizzato il Board ad istituire “entità operative” con personalità giuridica internazionale e poteri transazionali per l'esecuzione delle sue funzioni; ha attribuito al Board, a guida Trump, e ad Israele (cioè i principali responsabili del genocidio), il mandato di proteggere i civili palestinesi, prevenire ulteriori sfollamenti, di garantire la cessazione delle ostilità e la prevenzione di gravi violazioni dei diritti umani, nonché di far realizzare al popolo palestinese l'inalienabile diritto all'autodeterminazione.

Il 25.11.2025 il Centro di ateneo per i diritti umani "Antonio Papisca" di padova e la Fondazione "PerugiAssisi" hanno immediatamente evidenziato l'illegittimità della Risoluzione in quanto viola gli articoli 12, 24, 52, 54 della Carta istitutiva delle Nazioni Unite, il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese nonché tutte le precedenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sulla “Questione palestinese” a partire dalla 242 del 1967.

La Carta dell'ONU, un patto tra stati incardinato in un sistema di vincoli della convivenza mondiale, nasce dall'esperienza materiale e straziante di due guerre mondiali, settanta milioni di morti, lo sterminio di popoli, città rase al suolo, due bombe atomiche che hanno virato per sempre la percezione di sé dell'umanità. Il convincimento di allora, mai esplicitato prima, era che il genere umano non poteva permettersi un'altra discesa nel disumano. Il divieto del ricorso alla forza sancito all'Articolo 2(4) della Carta è la lezione scritta con la memoria del sangue di generazioni, non l'ingenua aspirazione di politici sprovveduti, sopravvissuti alla devastazione.

Occorre ricordare questi passaggi e riattivare un massiccio risveglio della comunità internazionale, con la consapevolezza che la pratica del potere di veto al Palazzo di vetro ha spesso gravemente tradito lo scopo della sua fondazione (pensiamo solo alla spartizione della Palestina, alle guerre balcaniche, all'intervento in Libia); ma non abbiamo alternative se non un forte richiamo alle origini ed alle norme fondatrici dello Statuto. Ora il presidente Usa accelera la traiettoria di indebolimento dell'ONU, ritirando o interrompendo i finanziamenti a 31 enti delle Nazioni Unite ed a 35 enti non legati all'Onu.

Con il Board non si parla più del futuro di Gaza ma del progetto per un nuovo ordine mondiale «che si propone di promuovere la stabilità, ripristinare una governance affidabile e garantire una pace duratura». Gli stati membri saranno quelli invitati dal presidente Usa, resteranno in carica per tre anni o oltre se verseranno subito un importo superiore a 1.000.000.000 dollari, potranno essere rimossi su proposta del presidente Usa; le decisioni saranno prese a maggioranza previa approvazione del presidente Usa, potrà essere sciolto quando il presidente Usa lo riterrà necessario ed opportuno. Sì, presidente Usa poiché Donald J.Trump sarà il Presidente inaugurale del Consiglio per la Pace che designerà il successore per la carica di Presidente. Un nuovo feudalesimo, illuminato da denaro ed interessi economici. E intanto a Gaza l'IDF continua a sparare sulla popolazione ed i valici rimangono blindati.

https://unipd-centrodirittiumani.it/it/temi/non-entrare-nel-board-of-peace

 

 

[Questa notizia è stata pubblicata il 24/1/2026]
Immagine: YouTube


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