
La rete "Stop reArm Europe" ha tenuto un'assemblea a Bologna gli scorsi 23-24 gennaio.
Moltiplicare e organizzare la resistenza a guerra, riarmo, militarizzazione, genocidio
Questo è quanto emerso dalle quasi 3 ore di discussione e 30 interventi ricchi di appuntamenti e proposte del tavolo 3.
L'Europa ha scelto la guerra.
“La pace è finita”, dicono i vertici dell'UE e “Se vuoi la pace prepara la guerra” è diventato il mantra delle istituzioni europee.
Va preso atto che la rivoluzione la stanno agendo i Re.
La parola pace viene ridefinita dai Board of Peace in un contesto come Gaza dopo gli accordi di Sharm el Sheik: pace non come obiettivo del diritto internazionale ma come brutale accordo sotto l'egida dei re, il diritto societario dei resort sulla striscia di Gaza
Pace non come assenza di guerra ma come sottomissione totale alle economie.
Pace come cancellazione del mondo che abbiamo conosciuto formalmente basato sul diritto internazionale attraverso l'ingentilimento
della parola guerra, guerra umanitaria, peace keeping operation ecc…
E alla guerra ci stanno portando davvero.
Link all'intervento registrato https://www.youtube.com/watch?v=B3yv7mTW_WU
Con un gigantesco piano di riarmo, 800 miliardi di impegno europeo, 76 provvedimenti di nuovi sistemi di arma per un impegno di spesa per l'Italia di 36 miliardi per quest'anno.
L'Italia per accedere ai fondi SAFE può fare quegli scostamenti del bilancio che ci hanno detto di non poter fare per scuola, sanità, abitare, tutela e sicurezza del lavoro, riconversione e mobilità sostenibile.
Il riarmo sottrae risorse alle spese sociali e ambientali e la Guerra tocca tantissimi scenari anche nei nostri contesti.
Ci portano alla guerra con la militarizzazione dei territori, delle infrastrutture, la riconversione bellica dell'economia che porta enormi profitti alle aziende e distrugge lavoro e natura, riconversione a cui ci stiamo opponendo in Italia da RWM in Sardegna ad Anagni, dai Portuali che bloccano le armi nei porti, con tutte le difficoltà pratiche e lavorative, agli studenti ed alle studentesse che si frappongono con i loro corpi e le loro menti, alla militarizzazione della conoscenza, del sapere, della ricerca, della scuola e dell'università.
Ci portano alla guerra con il ritorno della leva militare.
Dopo i sistemi d'armi ordinati dalla difesa italiana (droni, sommergibili, GPA) che già ci costano 12 miliardi e 700 milioni, si accede adesso alla componente umana della difesa
Con il ritorno al patriottismo, che chiede omologazione e obbedienza, con la censura e la caccia al nemico interno e l'uso della informazione per la propaganda bellica.
Ci vogliono convincere che soccombere o combattere in armi sia l'unica alternativa possibile
Noi sappiamo che esiste una alternativa: si chiama applicazione del diritto internazionale, sicurezza comune e non armata, diplomazia e disarmo, riconversione ecologica e sociale, diplomazia dei popoli dal basso.
La Global Sumud Flotilla ci ha dimostrato che è possibile, che si può rompere la gabbia della frustrazione impotente e far pesare la forza dei popoli.
E sentiamo l'urgenza di moltiplicare e organizzare la resistenza a guerra, riarmo, militarizzazione, genocidio ovunque: nelle scuole e nelle università, nei territori e nelle comunità, nei luoghi di lavoro. Di fare rete a livello locale, nazionale, europeo e globale. Di contaminare e innovare pensieri, visioni, forme di lotta, innestando fra loro le culture pacifiste, anticoloniali, ecologiche, femministe, anti-sistema. Di convergere. Di inceppare la macchina della guerra con la partecipazione e l'azione popolare e diffusa.
Sosteniamo lavoratori e lavoratrici, il sindacato, la CGIL che lavora incessantemente dentro il sindacato europeo, mantenendo con coerenza la linea contro il riarmo e per la riconversione
Sta a ciascuno e ciascuna sentire la responsabilità, ovunque siamo, di agire per costruire un movimento contro la guerra all'altezza del pericolo che abbiamo di fronte, liberarsi dal ricatto dialettico e non accettare la semplificazione!
Esistono delle campagne da sostenere:
Campagna No teva per boicottaggio farmaci (con BDS)
Tra giugno e settembre inizierà una nuova ECI sul reddito di base. Nel frattempo, invitiamo tutti a firmare la ECI per sospendere l'accordo di associazione UE-Israele.
In 12 giorni hanno raccolto 361.000 firme Iniziativa dei cittadini europei - Dichiarazioni di sostegno: moduli per i singoli paesi
Facciamo in modo che tanti enti locali firmare delibera per rifiuto collaborazione Israele e economie di guerra che sostiene.
Proposte:
- sciopero contro leva
- 5 marzo in Germania: piano di riamo 900 miliardi si prepara a una manifestazione il 5 marzo, sciopero studentesco
- Sciopero europeo contro le economie di guerra
- 28 marzo come data per la manifestazione nazionale
Proposta di data nazionale nella prima metà di marzo:
- contro le complicità locali al genocidio in Palestina
- contro la presenza militare e le basi come dispositivi organici alla guerra globale permanente
- contro il riarmo e la riconversione bellica delle industrie
La giornata serve ad iniziare a strutturare una cornice comune alle iniziative locali sul tema guerra.
In merito alla cosiddetta “riforma dello strumento militare” annunciata dal Ministro Crosetto, tesa a coinvolgere anche le forze dell'opposizione in uno spirito di “unità nazionale per il riarmo, nella scrittura di una legge per il reclutamento di massa nelle forze armate si propone:
- di estendere la dichiarazione preventiva di “obiezione alla guerra” lanciata dal Movimento Nonviolento a tutti i ragazzi e le ragazze potenzialmente reclutabili nelle Forze Armate, ricordando come il valore dell'obiezione di coscienza sia stato riconosciuto da diverse sentenze della Corte Costituzionale come perfettamente coerente con l'art.52 della Costituzione (il sacro dovere di difendere la Patria)
- di promuovere, contestualmente allo sciopero studentesco in Germania previsto per il 5 marzo contro la coscrizione obbligatoria e le politiche di riarmo, mobilitazioni ed iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e nelle università italiane contro le politiche che vorrebbero trasformare le nuove generazioni in “carne da cannone” per le guerre che NATO e Ue stanno pianificando
- di sostenere la proposta di legge d'iniziativa popolare che sarà promossa nei prossimi mesi dalla Rete Italiana Pace e Disarmo, su “un'altra difesa è possibile”, basata sulla difesa popolare civile nonviolenta, il disarmo, il rispetto dei diritti umani e vere politiche di pace
- di prevedere nei giorni della celebrazione dell'80esimo anniversario della Repubblica e della Costituzione (tra il 30 maggio e il 2 di giugno) una giornata di mobilitazione nazionale le cui forme dovranno essere decise, a sostegno della Repubblica che ripudia la guerra e contro la parata militare con la quale si vorranno “occupare”, stravolgendone il contenuto, le celebrazioni dell'ottavo decennale della vittoria popolare nel referendum che cacciò la monarchia dei Savoia dall'Italia
Dissenso politico di massa => campagna di obiezione di coscienza alla guerra.
- Istituzionalizzazione difesa civile non armata e non violenta. Lettera ai capi gruppo di camera e senato per incontro urgente per testo unitario di revisione dello strumento nazionale cd “leva volontaria” che prepara ai piani di reclutamento. Conseguentemente: scuole, spazi frequentati da giovani invasi da militarizzazione e reclutamento. (vedi bambini su carri armati)
Contro guerra, riarmo e militarizzazione, è urgente moltiplicare e organizzare la resistenza.
C'è necessità di resistere. Resistenza come primo atto di riappropriazione.
Resistenza organizzazione del desiderio.
Difendere risorse sociali, fermare l'economia di guerra e costruire un'alternativa fondata su un nuovo diritto internazionale, disarmo, ecologia e diplomazia dal basso.
Insieme.
Sono i corpi che bloccano stazioni e città.
Sono i corpi che bloccano le guerre