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L'Alfabeto del Forum trentino per la pace e i diritti umani
O come Organizzazione delle Nazioni unite
Scarica immagineLogo_of_the_United_Nations ONU

È nata dalla tragedia, l'ONU. Era il 1946: il mondo usciva distrutto dalla Seconda guerra mondiale. Una guerra spaventosa: 70 milioni di morti, 200 milioni di profughi. Città e Stati distrutti. L'orrore della Shoah. Il crimine delle bombe atomiche. La lotta fra fragili democrazie e spaventose dittature.

La guerra era stata tutto questo e chi ne era uscito, chi voleva ricominciare a vivere, pensava di non voler più passare attraverso quelle terribili esperienze.

Così il 24 ottobre 1945 a San Francisco 51 nazioni diedero vita all'ONU, impegnandosi, come è stato scritto, “a preservare la pace e la sicurezza collettiva grazie alla cooperazione internazionale”.

L'anno dopo, la Dichiarazione universale dei diritti umani ha dato a quell'organizzazione una base ideale, un documento di riferimento che è diventato patrimonio di gran parte dell'umanità.

L'organizzazione ha una sua struttura. Il Consiglio di sicurezza, una specie di governo che ha cinque Stati membri di diritto (i vincitori della Seconda guerra mondiale: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina) e altri membri a rotazione.

Poi c'è l'Assemblea dei Paesi (oggi sono 193) riconosciuti dall'organizzazione.

Negli anni sono state create alcune Agenzie, legate a singoli problemi: la fame, la sicurezza, la sanità, i profughi. Sono nati i Caschi Blu, una forza di interposizione militare, creata dagli eserciti dei Paesi dell'Assemblea, schierata là dove serve separare i nemici e garantire la sicurezza della popolazione civile.

Ha funzionato? Non sempre, anzi ci sono stati clamorosi fallimenti e spaventosi vuoti nell'intervento, come quello di Srebrenica. Ma l'ONU resta la soluzione migliore che la comunità internazionale ha trovato, sino ad oggi, per tentare di fermare la guerra.

Oggi le folli politiche messa in atto dal presidente degli USA stanno minando la funzionalità dell'ONU, soprattutto perché ne relegano la funzione e non ne consentono l'operatività. È indispensabile difendere questa istituzione nata dopo le terribili sofferenze della guerra e riaffermarne l'indispensabilità per cercare di costruire la convivenza tra i popoli.

Occorre dunque far conoscere anche sul nostro territorio lo spirito dell'ONU e il valore della Dichiarazione universale di diritti umani. Come fa anche il Forum, operando nelle scuole, vigilando sulle scelte che le istituzioni fanno a livello locale e impegnandosi nei progetti suggeriti dall'Agenda 2030, il documento che definisce gli obiettivi del futuro immediato, che l'ONU ha posto agli Stati del Pianeta per sconfiggere povertà, fame e ingiustizie.


Autore

bts


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