
Il termine «Qualunquismo» nasce nel 1944 per indicare un movimento politico (il «Fronte dell'uomo qualunque»), rimasto attivo per pochi anni, che fondava il suo pensiero proprio sulla sfiducia nei partiti politici e nelle istituzioni. Il termine è ora utilizzato per identificare un atteggiamento di disinteresse, diffidenza e svilimento nei confronti della politica e delle istituzioni, spesso caratterizzato da un giudizio prevenuto e negativo. In poche parole oggi indica cinismo, apatia sociale o la convinzione che «sono tutti uguali» e, dunque, è inutile impegnarsi.
Essere qualunquisti per molti può risultare la soluzione più semplice, comoda e meno faticosa. A volte la scelta di essere qualunquisti è consapevole, ma più spesso non lo è. Si tratta di un atteggiamento che porta a ritenere i preposti alla gestione pubblica non all'altezza della situazione o, peggio, a pensare che si adoperino solo per il loro interesse. Una visibile conseguenza di questa linea di pensiero è l'alto tasso di astensionismo alle elezioni: la percentuale di votanti alle elezioni politiche italiane è passata dal 90,6% del 1979 al 63,9% % del 2022.
Ogni azione di promozione della pace - come quella portata avanti dal Forum trentino per la pace e i diritti umani - si basa su un presupposto che è esattamente il contrario del «qualunquismo». Costruire la pace, infatti, è coinvolgimento, è metterci del proprio, è essere disposti a pagare per questo ideale. Gandhi diceva addirittura che quando viene a sapere di una situazione di ingiustizia o di prevaricazione, il vero nonviolento si muove, prende il treno, va sul luogo e offre la sua disponibilità per combattere la violenza. Così è successo, ai giorni nostri, lo scorso mese a Minneapolis, negli Stati uniti.
ForumPace, attraverso la rete di associazioni che lo compongono, attiva il protagonismo delle persone, a partire dai più giovani, rendendole consapevoli e stimolando il loro impegno. Per la pace non posso esserci «uomini qualunque».
L'impegno a vegliare sui comportamenti umani, a trasmettere positivi elementi culturali e civili, d'altra parte, deve essere anche l'obiettivo di ciascuno. Ognuno/a di noi deve sentirsi chiamato/a a informarsi e trovare i modi per dare un contributo alla gestione della cosa pubblica, a partire dal rispetto degli altri, della cosa pubblica, delle norme che regolano la convivenza civile.
Possiamo scegliere di far parte di una delle tante associazioni presenti sul territorio che appoggiano e promuovono progetti mirati al miglioramento della società nelle sue molteplici sfaccettature. Possiamo candidarci alle elezioni, possiamo, anzi dobbiamo, andare a votare.
Infine, ognuno di noi deve acquisire la consapevolezza che la sua vita può essere presa come esempio e testimonianza di crescita umana e civile.
(Testo di SDF rielaborato da GG)
[Questa notizia è stata pubblicata il 7/4/2026]
Immagine: Wikimedia Commons/CC BY-SA 3.0