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L'Alfabeto del Forum trentino per la pace e i diritti umani
Q come Qualunquismo
Scarica immagine2026-04-07 Fronte_dell'Uomo_Qualunque

Il termine «Qualunquismo» nasce nel 1944 per indicare un movimento politico (il «Fronte dell'uomo qualunque»), rimasto attivo per pochi anni, che fondava il suo pensiero proprio sulla sfiducia nei partiti politici e nelle istituzioni. Il termine è ora utilizzato per identificare un atteggiamento di disinteresse, diffidenza e svilimento nei confronti della politica e delle istituzioni, spesso caratterizzato da un giudizio prevenuto e negativo. In poche parole oggi indica cinismo, apatia sociale o la convinzione che «sono tutti uguali» e, dunque, è inutile impegnarsi.

Essere qualunquisti per molti può risultare la soluzione più semplice, comoda e meno faticosa. A volte la scelta di essere qualunquisti è consapevole, ma più spesso non lo è. Si tratta di un atteggiamento che porta a ritenere i preposti alla gestione pubblica non all'altezza della situazione o, peggio, a pensare che si adoperino solo per il loro interesse. Una visibile conseguenza di questa linea di pensiero è l'alto tasso di astensionismo alle elezioni: la percentuale di votanti alle elezioni politiche italiane è passata dal 90,6% del 1979 al 63,9% % del 2022.

Ogni azione di promozione della pace - come quella portata avanti dal Forum trentino per la pace e i diritti umani - si basa su un presupposto che è esattamente il contrario del «qualunquismo». Costruire la pace, infatti, è coinvolgimento, è metterci del proprio, è essere disposti a pagare per questo ideale. Gandhi diceva addirittura che quando viene a sapere di una situazione di ingiustizia o di prevaricazione, il vero nonviolento si muove, prende il treno, va sul luogo e offre la sua disponibilità per combattere la violenza. Così è successo, ai giorni nostri, lo scorso mese a Minneapolis, negli Stati uniti.

ForumPace, attraverso la rete di associazioni che lo compongono, attiva il protagonismo delle persone, a partire dai più giovani, rendendole consapevoli e stimolando il loro impegno. Per la pace non posso esserci «uomini qualunque».

L'impegno a vegliare sui comportamenti umani, a trasmettere positivi elementi culturali e civili, d'altra parte, deve essere anche l'obiettivo di ciascuno. Ognuno/a di noi deve sentirsi chiamato/a a informarsi e trovare i modi per dare un contributo alla gestione della cosa pubblica, a partire dal rispetto degli altri, della cosa pubblica, delle norme che regolano la convivenza civile.

Possiamo scegliere di far parte di una delle tante associazioni presenti sul territorio che appoggiano e promuovono progetti mirati al miglioramento della società nelle sue molteplici sfaccettature. Possiamo candidarci alle elezioni, possiamo, anzi dobbiamo, andare a votare.

Infine, ognuno di noi deve acquisire la consapevolezza che la sua vita può essere presa come esempio e testimonianza di crescita umana e civile.

(Testo di SDF rielaborato da GG)

 

 

 

[Questa notizia è stata pubblicata il 7/4/2026]
Immagine: Wikimedia Commons/CC BY-SA 3.0 


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