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APPELLO
Gli «arrampicatori per la Palestina» lanciano la mobilitazione
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2026-06-05 Arrampicata_Wiki Commons
Verso i campionati mondiali govanili di Arco

L'appello di Marzio Nardi: «La comunità dell'arrampicata non può restare in silenzio davanti alle violazioni dei diritti dei climber palestinesi»

Nei giorni scorsi è intervenuto - a nome del movimento internazionale «Climbers for Palestine» - Marzio Nardi, figura storica dell'arrampicata italiana e per molti anni tra i principali tracciatori del Rock Master di Arco.

Nel suo intervento, Nardi ha lanciato un appello alla mobilitazione in vista del World Climbing Youth Championship, in programma ad Arco dal 18 al 25 luglio 2026, uno degli appuntamenti più importanti del calendario mondiale dell'arrampicata giovanile, capace di richiamare centinaia di atlete e atleti da decine di Paesi.

L'obiettivo della campagna è utilizzare la visibilità internazionale dell'evento per portare all'attenzione della comunità sportiva globale la situazione vissuta dagli arrampicatori palestinesi e denunciare il ruolo attribuito alla Israel Climbers Association (ILCA) nella normalizzazione dell'occupazione dei territori palestinesi.

Secondo Climbers for Palestine, rete internazionale nata per esprimere solidarietà agli sportivi palestinesi, l'arrampicata non può essere separata dalle condizioni materiali in cui viene praticata. Il movimento sostiene che numerose falesie promosse e gestite da ILCA si trovino in territori occupati della Cisgiordania e che la federazione israeliana contribuisca alla loro valorizzazione sportiva e turistica, inserendole all'interno del proprio sistema nazionale dell'arrampicata.

La campagna richiama inoltre le difficoltà affrontate dalla comunità palestinese dell'arrampicata. Palestinesi e palestinesi che praticano questo sport denunciano da anni limitazioni alla libertà, ostacoli nell'accesso ad aree di arrampicata e difficoltà a partecipare a competizioni e attività sportive internazionali. Nel 2024 le arrampicatrici Yara Abu Hashish e Baraa Odeh, entrambe attive nelle attività di Wadi Climbing in Cisgiordania, sono state arrestate dalle autorità israeliane. Abu Hashish, istruttrice e organizzatrice di attività sportive a Ramallah, è stata fermata durante un'incursione militare nella città, mentre Odeh è stata sottoposta a detenzione amministrativa senza processo. Per Climbers for Palestine questi episodi rappresentano un esempio delle restrizioni e delle pressioni che colpiscono la comunità sportiva palestinese.

In Palestina, l'associazione Wadi Climbing, attiva nello sviluppo dell'arrampicata e del parkour in Cisgiordania, descrive la pratica sportiva come uno strumento di resistenza, emancipazione e resistenza culturale in un contesto segnato dall'occupazione militare.

Per Climbers for Palestine, continuare a considerare ILCA una federazione sportiva come le altre significa contribuire alla normalizzazione di una situazione che il movimento definisce incompatibile con il diritto internazionale e con i principi di uguaglianza e inclusione che dovrebbero guidare lo sport.

Da qui la richiesta avanzata alla Federazione Internazionale di Arrampicata Sportiva (IFSC): sospendere la federazione israeliana dalle competizioni e dagli organismi internazionali finché continuerà a promuovere attività sportive nei territori occupati e a beneficiare di una situazione che, secondo i promotori della campagna, discrimina gli sportivi palestinesi.

Negli ultimi mesi iniziative analoghe sono emerse in diversi Paesi europei, con petizioni, appelli pubblici e campagne di sensibilizzazione rivolte alle istituzioni sportive internazionali. Il movimento sostiene che il mondo dell'arrampicata debba assumere una posizione coerente con i principi di giustizia, libertà e solidarietà che da sempre caratterizzano questa disciplina.

Arci, Sat Brentonico, UISP, Forum Trentino per la Pace, BDS Trentino hanno assunto l'impegno di costruire una rete di persone, palestre, gruppi sportivi e realtà associative disponibili a promuovere iniziative, momenti di confronto e azioni di sensibilizzazione durante la settimana del campionato mondiale di Arco.

Le palestre di arrampicata possono anche valutare l'adesione alla campagna «SPLAI Spazi Liberi dall'Apartheid Israeliana», promossa da BDS Italia, come segnale concreto di sostegno agli sportivi palestinesi e alle iniziative di Climbers for Palestine.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito di BDS Italia - Campagna SPLAI.

 

 

 

 

[Questa notizia è stata pubblicata il 5/6/2026]
Foto: Wikimedia Commons.

 

 


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