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SOLIDARIETÀ PRO-PAL DAL MONDO DELLO SPORT
Spazi Liberi dall'Apartheid Israeliana nello sport
Scarica immagine2026-06-11 Palestine Climbing Association
 
Dalle palestre ai rifugi, cresce l'appello ad aderire alla campagna SPLAI Spazi Liberi dall'Apartheid Israeliana:
«Lo sport non può ignorare i diritti degli atleti palestinesi»

A poche settimane dal World Climbing Youth Championship (in programma ad Arco dal 18 al 25 luglio 2026) cresce l'appello rivolto a palestre di arrampicata, rifugi alpini, associazioni alpinistiche, gruppi escursionistici e realtà sportive affinché aderiscano alla campagna SPLAI - Spazi Liberi dall'Apartheid Israeliana, promossa da BDS Italia.

In tutta la penisola sono già centinaia le associazioni, gli spazi culturali, le attività sociali, i sindacati e le squadre sportive che hanno scelto di entrare nella rete SPLAI, trasformando la solidarietà verso il popolo palestinese in un impegno pubblico e concreto.

Oggi l'invito guarda in particolare al mondo della montagna e dell'arrampicata, dove negli ultimi anni è cresciuta l'attenzione verso la situazione vissuta dagli sportivi palestinesi e verso le campagne promosse dalla rete internazionale «Climbers for Palestine».

L'appello è stato rilanciato anche nei giorni scorsi durante Alp Sumud per Gaza, l'iniziativa ospitata a Malga Fos-Ce sopra Brentonico, in Trentino, dove è intervenuto Marzio Nardi, figura storica dell'arrampicata italiana e per molti anni tra i principali tracciatori del Rock Master di Arco. A nome di Climbers for Palestine, Nardi ha invitato la comunità dell'arrampicata a non restare indifferente di fronte alle violazioni dei diritti che colpiscono gli sportivi palestinesi e a utilizzare la visibilità dei prossimi mondiali giovanili di Arco per portare all'attenzione internazionale una realtà spesso ignorata.

L'adesione alla campagna SPLAI sta già trovando riscontro nel mondo della montagna e dell'arrampicata. Tra le realtà che hanno aderito o stanno aderendo figurano le palestre di arrampicata «Vertix Gym» di Savona e «BSide» di Torino, il Gruppo Speleologico SAT SSI di Lavis e diversi rifugi distribuiti lungo l'arco alpino e appenninico, tra cui il Rifugio «A. Puliti» del CAI Pietrasanta (LU), il Rifugio «Galaberna» di Ostana (TO),  il Rifugio «Quarzina» di Ormea (CN), il Rifugio «Ariaal» di Premana (LC) e il Rifugio «Cascina» di Spedaletto in provincia di Prato. Adesioni che testimoniano come la solidarietà verso gli sportivi palestinesi stia trovando spazio anche all'interno di comunità che da sempre fanno della libertà, della condivisione e del rapporto con il territorio alcuni dei propri valori fondanti.

Secondo la rete internazionale Climbers for Palestine, infatti, l'arrampicata non può essere separata dalle condizioni materiali in cui viene praticata.

Da anni climber e associazioni palestinesi denunciano limitazioni alla libertà di movimento, ostacoli nell'accesso alle aree naturali, difficoltà a partecipare a competizioni internazionali e restrizioni che incidono direttamente sulla possibilità di praticare sport.

In Palestina, realtà come Wadi Climbing, impegnata nello sviluppo dell'arrampicata e del parkour in Cisgiordania, raccontano quotidianamente come lo sport rappresenti uno strumento di emancipazione, costruzione di comunità e resistenza culturale in un contesto segnato dall'occupazione militare.

La rete Climbers for Palestine richiama inoltre l'attenzione sui casi di Yara Abu Hashish e Baraa Odeh, due arrampicatrici palestinesi attive nei progetti di Wadi Climbing arrestate nel corso del 2024 dalle autorità israeliane. Vicende che, secondo il movimento, rappresentano solo alcuni esempi delle difficoltà affrontate dalla comunità sportiva palestinese.

Le campagne promosse da Climbers for Palestine riconducono al quadro più ampio del movimento internazionale BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), nato nel 2005 su iniziativa di oltre 170 organizzazioni della società civile palestinese.

In ambito sportivo, i promotori sostengono forme di pressione nonviolenta rivolte alle istituzioni e alle federazioni internazionali, con l'obiettivo di contrastare quella che definiscono la normalizzazione delle politiche di occupazione e discriminazione attraverso lo sport. Secondo questa prospettiva, il boicottaggio sportivo non riguarda gli atleti come individui né la pratica sportiva in sé, ma le istituzioni che operano all'interno di un contesto caratterizzato, secondo numerose organizzazioni per i diritti umani, da gravi violazioni del diritto internazionale.

È proprio in questo contesto che si inserisce la campagna SPLAI, che negli ultimi anni ha raccolto centinaia di adesioni in tutta Italia e continua a crescere coinvolgendo realtà molto diverse tra loro. Per una palestra di arrampicata, un rifugio, una sezione alpinistica, un gruppo sportivo o un'associazione escursionistica, aderire a SPLAI significa esprimere concretamente la propria vicinanza agli sportivi palestinesi e alle campagne promosse da Climbers for Palestine, ma anche entrare a far parte di una rete nazionale di organizzazioni impegnate sui temi dei diritti umani, della solidarietà internazionale, della pace e dell'antirazzismo.

Molte realtà del mondo della montagna hanno già scelto di compiere questo passo e nuove adesioni continuano ad arrivare da tutta Italia. L'obiettivo dei promotori è ampliare ulteriormente questa rete nei prossimi mesi, coinvolgendo palestre, rifugi e associazioni sportive interessate a trasformare la solidarietà in una pratica concreta e visibile.

In vista dei mondiali di Arco e delle iniziative che accompagneranno l'evento, l'invito è quindi quello di aderire alla campagna SPLAI e contribuire a costruire una comunità sportiva che metta al centro il diritto allo sport, la libertà di movimento e il rispetto dei diritti umani per tutte e tutti.

(Comunicato di BDS Trentino)

Per maggiori informazioni e per aderire > clicca qui

 

IN GALLERIA: scalatori della Palestine Climbing Association e manifestazioni di solidarietà in Europa

 

 

 

 

[Questa notizia è stata pubblicata l'11/6/2026]
Foto: Logo della Palestine Climbing Association.


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