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NOVITÀ EDITORIALE
Gaza: ferita aperta dell'umanità
Scarica immagine2026-06-013 Recensione Gaza ferita aperta

Quaderni Satyagraha è una pubblicazione periodica edita dal Centro Gandhi di Pisa: ogni anno propone due corposi volumi inerenti temi legati alla nonviolenza e alla pace.

Gli ultimi due numeri sono usciti da poco e sono dedicati alla questione palestinese. Il titolo generale è: «Gaza: ferita aperta dell'umanità» e la curatela è di Angela Zammuto.

Il primo tomo (volume n. 49) è dedicato a: «Il sentire palestinese, il contesto disumanizzante e la solidarietà globale». Il secondo tomo (numero 50) è dedicato a: «Analisi e nuove prospettive per una comprensione del trauma ebraico». 

Il tema è la riconciliazione.

Il primo tomo (266 pagine) prende atto del dramma dei palestinesi, della loro resistenza e della solidarietà globale che ha suscitato. Si tratta di 36 interventi, brevi ma capaci di offrire una panoramica molto ampia. Sono preceduti da una premessa teorica molto densa (16 pagine) della curatrice, Angela Zammuto. Vengono ripresi articoli di riviste (due di Angela Davis ed due di Naomi Klein) e capitoli di libri accanto a contributi originali. Oltre alle analisi (in particolare Cristina Broseghini sulla definizione di «genocidio») molti interventi discutono delle attività dei movimenti ProPal, in particolare la Global Sumud Flotilla e la campagna di boicottaggio, con esempi delle azioni dei portuali di varie nazioni. Compare anche un testo di Greta Thunberg.

Il secondo tomo è più sottile (207 pagine) e si concentra sul punto di vista psicologico, ideologico, storico e intergenerazionale degli ebrei/israeliani. Anche qui la curatrice fornisce un'introduzione teorica (9 pagine) su «Qual è il concetto di pace umana?». Vi si spiega che «il Quaderno intende sondare il profilo emotivo ebraico e per farlo [...] riportiamo lo strumento indicato da Marc Gopin», il cui intervento è titolato: «La ragione compassionevole, il futuro e la riconciliazione». Viene riportata anche «una nuova visuale del conflitto secondo Naomi Klein». Si discute (criticamente) la soluzione dei due Stati e si guarda a come «guarire il trauma sionistico» (sic!) e alla «medicina profonda della ri-umanizzazione dei palestinesi». Gli interventi riportati sono 20, quasi tutti esteri, ad eccezione di quello del direttore della rivista, Rocco Altieri.

In definitiva si può dire che entrambi i Quaderni contengono proposte di percorsi alla guarigione dal trauma e di costruzione della pace tra i popoli mediante l'approccio nonviolento. Da sottolineare la prospettiva internazionale con una ricerca certosina di apporti significativi, propositivi, coraggiosi.

La curatrice, Angela Zammuto, è laureata in Scienze della pace presso l'Università di Pisa e specializzata in mediazione dei conflitti mediante il metodo CNV. Fa parte del Center for Nonviolent Communication, fondato da M. J. Rosemberg. 

 

 

 

[Questa notizia è stata pubblicata il 13/6/2026]
Immagine: copertina dei volumi.


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