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PROPOSTA ALLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI
Le liste di leva e la coscrizione obbligatoria
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Ogni anno i Comuni sono obbligati a trasmettere al Ministero della Difesa i nominativi dei giovani (di sesso maschile) che, compiendo i 17 anni di età, sono d'ufficio iscritti nella lista dei richiamabili all'obbligo di leva (attualmente sospeso, non abolito).

Tale atto è sconosciuto ai più e procede seguendo un automatismo in rispetto della legge, di cui i giovani non hanno consapevolezza.

Ricordiamo che la leva obbligatoria in Italia è stata sospesa a partire dall'1 gennaio 2005. Il provvedimento è stato stabilito dalla legge 23 agosto 2004, n. 226, che ha trasformato le Forze armate italiane in un modello professionale. La leva non è stata cancellata definitivamente (essendo prevista dalla stessa Costituzione) ma è stata solo sospesa in tempo di pace. L'obbligo può essere riattivato con un decreto del Presidente della Repubblica, previa delibera del Consiglio dei ministri. Per questo motivo è rimasto l'obbligo per i comuni di trasmettere al Ministero della difesa la lista di coloro che stanno per compiere 18 anni.

L'articolo 52 della Costituzione definisce la difesa della Patria come un «sacro dovere del cittadino». Per decenni, questo è stato adempiuto tramite l'obbligo di leva militare, ma grazie all'impegno di attivisti e obiettori di coscienza, che si rifiutavano di usare le armi, nacque il servizio civile nel 1972 (con la legge n. 772) come diritto all'obiezione di coscienza, permettendo ai giovani di sostituire la leva militare con un servizio alternativo. Con la legge n. 64 del 2001 il servizio civile è diventato un'istituzione nazionale autonoma su base volontaria, aperta anche alle donne, trasformandosi nel servizio civile universale, gestito dal Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile.

Nel contesto attuale, che vede l'aumento di conflitti armati, la corsa agli armamenti, una militarizzazione del linguaggio e degli ambienti della società, la crisi del primato del diritto internazionale quale metodo primo per la risoluzione delle controversie fra Stati, è urgente tornare a parlare di educazione alla pace e di obiezione di coscienza.

I Comuni posso fare la differenza:

  • possono informare della pratica di inserimento nelle liste di leva (e conseguente pubblicazione delle liste in albo pretorio entro la fine di febbraio di ogni anno);

  • possono far sapere ai giovani che è possibile esprimere la propria contrarietà;

  • possono recepire e segnalare la volontà dei giovani che, in caso di chiamata, sono intenzionati a dichiararsi sin d'ora obiettori di coscienza al servizio militare e disponibili a forme di difesa nonviolenta.

Il primo comune in Italia a dar seguito a questa esigenza è stato quello di Capaci, in provincia di Palermo. Nel mese di febbraio il sindaco, Pietro Puccio, ha provveduto ad informare i giovani interessati di questa possibilità e si è impegnato a trasmetterne le eventuali dichiarazioni al Ministero della difesa.

A beneficio delle amministrazioni comunali che volessero informarsi e attivarsi su questa linea si forniscono in allegato alcuni materiali:

1) una brochure destinata ai 17enni (in formato PDF e in formato editabile per eventuali adattamenti);

2) un documento destinato agli adulti (amministratori, educatori, genitori...);

3) copia della delibera adottata dal comune di Capaci, che può essere utile per avere spunti da adattare al proprio contesto.

 

In Trentino al 25 giugno 2026 risulta si sia attivato in questo senso l'amministrazione comunale di Arco.

LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO > clicca qui (è tratto da Mosaico di pace, numero di luglio 2026)

 

 

 

[Questa notizia è stata pubblicata il 15/6/2026 e sarà aggiornata costantemente]
Foto: Carlo Columba/Licenza Creative Commons