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COMUNI TRENTINI PER LA PACE
Il comune di Arco dice NO al riarmo dell'Europa
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Il consiglio comunale di Arco ha detto «no» al piano europeo «ReArm Europe» da 800 miliardi di euro e all'ipotesi di innalzare al 5% del PIL la spesa militare italiana.

L'assemblea ha approvato la mozione presentata dalla consigliera Angelina Pisoni (prima firmataria), insieme a Letizia Vicari, Ivo Tamburini, Alessandro Manara, Massimiliano Floriani, Cristina Gasperotti e Mauro Ottobre per Arco Dinamica.

La mozione è stata approvata con 14 voti favorevoli, 3 astenuti e 2 contrari (deliberazione del Consiglio comunale n. 30 del 10 giugno 2026).

La mozione impegna sindaca e giunta del Comune di Riva del Garda a chiedere al governo di destinare le risorse del riarmo alla sanità, all'istruzione e alla transizione ecologica. «La sicurezza nazionale non è solo militare», ha dichiarato Angelina Pisoni, «ma anche sociale, ambientale ed economica». La consigliera ha citato i dati: «Nel 2024 la spesa militare italiana è stata di 33 miliardi, nel 2026 si stima arrivi a 45. Ogni miliardo speso in armi crea 3.000 posti di lavoro; a parità di investimento, nel settore ambientale ne creerebbe 8.000, in sanità 12.000, nell'istruzione 14.000».

Pisoni ha poi ricordato il legame tra guerra e clima: «Le bombe di oggi esplodono ad altissime temperature, producono microparticelle che restano nel terreno per centinaia d'anni, inquinano l'acqua e l'aria. Inoltre le emissioni belliche non vengono nemmeno dichiarate né compensate». Il documento cita l'articolo 11 della Costituzione («l'Italia ripudia la guerra») e l'auspicio del Presidente Pertini («i denari che si sperperano in ordigni di morte siano usati per alleviare la fame nel mondo»).

 

TESTO DELLA MOZIONE > clicca qui

 

 

 

[Questa notizia è stata pubblicata il 18/6/2026]
Foto: Creative Commons

 

 


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