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DAL 29 GIUGNO AL 3 LUGLIO 2026
La Scuola di pace giorno per giorno
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Brevi cronache relative alle varie giornate della seconda edizione della Scuola di pace a Rovereto.

PRIMA GIORNATA Pace è: diritti e giustizia
La prima giornata (29 giugno) è andata decisamente bene. Dopo i saluti istituzionali (tra cui quello del presidente di ForumPace) e le introduzioni, i/le 12 partecipanti hanno svolto un'attività per conoscersi.

La mattinata è stata occupata dall'intervento di Marco Mascia, direttore del Centro di ateneo per i diritti umani dell'università di Padova. Ha proposto ai/alle partecipanti un linguaggio comune sui diritti umani e la giustizia.

Nel pomeriggio è stata fatta un'esperienza teatrale con Federica Chiusole, attrice, autrice, regista e formatrice, incentrata sulla lettera di Langer a San Cristoforo: i/le giovani hanno realizzato delle tableau vivant di scene di resistenza tra cui la caduta del muro di Berlino, la marcia del fango delle suffragette, i moti di Stonewall, la Global Sumud Flotilla. 


SECONDA GIORNATA Pace è: azione nonviolenta
Anche oggi (30 giugno) è stata una giornata proficua. La mattinata è stata dedicata all'incontro con Fabrizio Bettini, roveretano di Operazione Colomba, che ci ha fatti/e «entrare» nella dimensione del «conflitto» tramite semplici esercizi e poi con diverse simulazioni in cui abbiamo esaminato come far avvicinare due etnie diverse che avevano combattuto una guerra ma che ora continuano a condividere un territorio. La simulazione era basata sul Kosovo nei primi anni 2000 e dovevamo partire dal fatto che ci fosse un centro culturale che univa giovani delle due etnie tramite fotografia e teatro. Le soluzioni a cui più o meno tutti sono arrivati sono state mostre fotografiche, spettacoli, concerti e festival.

È seguita la testimonianza di Fabrizio in Kosovo. Infine abbiamo fatto un'altra simulazione di dibattito sulla situazione dei Mapuche in Cile, con gruppi che rappresentavano i Mapuche, il governo, una compagnia di pale eoliche e i Corpi di pace internazionali

Nel pomeriggio abbiamo realizzato un'attività con Giulia Mirandola, formatrice e progettista culturale, sulle parole che possono portare alla pace.


TERZA GIORNATA Pace è: creatività e trasformazione
Anche oggi (1 luglio) è andata bene: i/le partecipanti stanno cominciando prendere familiarità con le tematiche proposte e ad entrare nello spirito della Scuola.

Nella prima parte della mattinata abbiamo svolto attività condotte da MLAL sul tema del «come stare nel conflitto», tra cui alcune simulazioni e un dibattito in cui si è discusso se i conflitti siano o meno necessari per la crescita delle relazioni.

Nella seconda parte della mattinata abbiamo ascoltato (tramite collegamento da Berlino, dove proseguire i suoi studi d'illustrazione) la fumettista trentina Margherita Pilati, che ha parlato di nonviolenza e ha presentato le figure di Aldo Capitini, Pietro Pinna e Alex Langer. Abbiamo poi visitato una mostra allestita nella stessa sede dove si svolge la nostra attività (il Centro giovani «SmartLab») tratta dal suo libro. Si intitola «L'impatto di un'idea» ed è un'esposizione itinerante basata sull'omonima graphic novel che ripercorre la storia del Movimento nonviolento.

Nel pomeriggio abbiamo lavorato sul tema del comunicare la pace con Marzio Fait (social media manager roveretano, attivista ambientale, operatore nel settore dell'immigrazione) che ha fatto una breve introduzione sul giornalismo e le notizie e poi li ha proposto un lavoro a gruppi: uno sul pensiero di Langer, uno per la creazione di un poster, uno per preparare contenuti per i social.


QUARTA GIORNATA Pace è: verità e testimonianza

La penultima giornata (2 luglio) della Scuola di pace ha visto cambiare lo schema orario, articolato su un pomeriggio «lungo». Nella prima parte MLAL ha proposto un «World Cafè» incentrato sugli aspetto che favoriscono (o meno) la pace nella vita quotidiana di tutti* noi. Si è ragionato anche su quanto i Social influenzino rispetto a questo tema.

Nel pomeriggio è intervenuta la giornalista romana Barbara Schiavulli, report internazionale, insieme a Raffele Crocco e Beatrice Taddei Saltini, dell'Atalante delle guerre e dei conflitti. Hanno portato la loro esperienza di giornalisti impegnati sul tema della guerra, con tanti episodi vissuti in prima persona.

Ci si è poi divisi in due gruppi per preparare l'incontro pubblico che si è tenuto dalle 18:30 alle 20:00. La conduzione dell'incontro (cui ha preso parte una cinquantina di persone) è stata curata dai/dalle partecipanti alla Scuola, che si sono espost* in prima persona nella presentazione e nel porre domande a Schiavulli e Crocco. Le questioni affrontate sono state: perché si parla molto di guerra e poco di pace; i Social aiutano o no la pace; come evitare l'abitudine a vedere di immagini di guerra e quindi a darla per «normale»; il racconto di persone conosciute nei viaggi in zone di guerra. 


QUINTA GIORNATA Pace è: memoria storica
Anche l'ultima sessione (3 luglio) dell'edizione 2026 della Scuola di pace ha avuto uno sviluppo pomeridiano «lungo» e ha cambiato location rispetto ai giorni precedenti.

Il primo momento si è svolto presso il centro «Pace ecologia e diritti» di Rovereto: Andrea e Ivonne hanno presentato le varie attività di militanza di questo attivissimo gruppo pacifista.

Ci si è poi spostati presso la sede municipale dove il consigliere delegato alla pace, Tommaso Vaccari, ha guidato una breve visita alla sala consiliare soffermandosi sulle modalità di funzionamento del Consiglio. La sua presentazione ha suscito molto interesse e le domande sono state tantissime. 

Anche la sindaca, Giulia Robol, ha voluto incontrare i/le partecipanti alla Scuola di pace ed ha dialogato con loro sull'andamento dell'esperienza e anche sui bisogni e sulle richieste dei giovani rispetto alla gestione del comune.

Il gruppo si è poi soffermato su una valutazione della Scuola, partendo dalle aspettative che erano state espresse all'inizio (conservate su post-it). Nel complesso è possibile dire che la soddisfazione è stata generale.

Una camminata verso i luoghi di pace della città ha portato il gruppo sul Colle di Miravalle, alla Campana dei caduti.

Qui è stata consumata la cena al sacco.

Alla presenza di alcuni genitori e di qualche consigliere comunale roveretano, la conclusione della Scuola è stata gestita dai/dalle partecipanti, con alcuni approfondimenti sul tema della convivenza. Sono stati consegnati gli attestati di partecipazione ai/alle 12 partecipanti: tutti gli iscritti hanno portato a termine l'impegno.

Dopo i ringraziamenti di rito, si è assistito ai 100 rintocchi della Campana, momento sempre profondo e coinvolgente.

La Scuola di pace 2026 è arivata al termine. Arrivederci al 2027!

 

Questi report sono a cura di mv

 

 

Nelle foto: i/le partecipanti alla Campana dei caduti di Rovereto (foto di Silvia Valduga)


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