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DEMOCRAZIA DAL BASSO
La tutela della salute e dell'ambiente nelle attività agricole
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Comitato biodiversita Brentonico

Referendum per la tutela della salute e dell'ambiente nelle attività agricole: gli elettori di Brentonico possono finalmente firmare.
«Non vogliamo vietare l'agricoltura, solo regole più stringenti per l'uso dei fitofarmaci. Invitiamo il Comune a non depotenziare la nostra iniziativa, ma anzi a collaborarvi fattivamente»

Brentonico, 6 luglio 2026 - Il «Comitato biodiversità e salute per Brentonico» è lieto di annunciare che è finalmente possibile per tutte le cittadine e i cittadini iscritti alle liste elettorali di Brentonico firmare per richiedere l'indizione del referendum per la tutela della salute e dell'ambiente nelle attività agricole, che il Comitato ha proposto al Comune il 22 maggio 2026 e che è stato dichiarato ammissibile dalla Commissione per i procedimenti referendari il 22 giugno.

 Cosa chiede il quesito referendario

Il quesito ammesso chiede alle elettrici e agli elettori di Brentonico se vogliono che il Comune approvi un Regolamento comunale che introduca misure più restrittive di quelle vigenti per l'uso dei prodotti fitosanitari, ovvero:

  1. maggiori distanze di sicurezza da abitazioni, asili, scuole, parchi pubblici, strutture sanitarie, nonché nuove distanze di sicurezza da ricoveri di animali, apiari, colture biologiche e risorse idriche;
  2. maggiori limitazioni meteorologiche e orarie per l'irrorazione dei fitofarmaci;
  3. barriere vegetali obbligatorie entro le distanze di sicurezza per contenere l'effetto deriva.

 Perché il quesito è stato dichiarato ammissibile

Pur facendo alcune precisazioni, la Commissione per i procedimenti referendari ha scritto chiaramente nel suo parere di ammissibilità che, ai sensi della normativa vigente, chiedere regole comunali più severe di quelle vigenti per l'uso dei fitofarmaci è legittimo in presenza di specificità territoriali, chiaramente riconosciute nel caso di Brentonico, ovvero:

  • la rapida espansione della viticoltura anche in prossimità dei centri abitati;
  • il tasso straordinariamente elevato di biodiversità;
  • la scarsità e la fragilità delle risorse idriche.

 L'ammissione del quesito referendario proposto dal Comitato è un grande risultato perché è innanzitutto la certificazione che quanto chiediamo da mesi è pienamente legittimo. Nessuno potrà più invocare l'incompetenza del Comune per dire che un Regolamento come quello oggetto del quesito referendario non si può fare, né arrogarsi il diritto di liquidare sbrigativamente tale Regolamento come “fragile sotto il profilo giuridico”, come aveva scritto il Sindaco di Brentonico nella risposta del 7 aprile alla nostra petizione da mille firme.

 Le precisazioni della Commissione: cosa non potrà fare il Regolamento

Ben lungi dal volerle trascurare, il Comitato ritiene che le importanti e opportune precisazioni fatte dalla Commissione all'interno del parere con cui il 22 giugno ha ammesso il quesito referendario siano da tenere nella massima considerazione, tanto nelle attività di comunicazione - sia durante la raccolta delle firme che, in caso di indizione, durante la campagna referendaria - quanto, in caso di vittoria del “Sì”, in fase di stesura del Regolamento che il Consiglio comunale dovrà adottare.

A beneficio delle cittadine e dei cittadini di Brentonico, il Comitato ritiene utile riportare qui di seguito le precisazioni della Commissione, che sono tre:

  1. divieto di misure urbanistiche: “l”azione amministrativa attuativa dell'eventuale volontà popolare”, scrive la Commissione, “potrà [...] esplicarsi esclusivamente tramite prescrizioni operative di 'polizia rurale, ecologica e sanitaria' connesse alle sole modalità d'esercizio dell'attività agricola diretta, restando tassativamente esclusa la possibilità di introdurre vincoli paesistici strutturali, inedificabilità urbanistiche o varianti di azzonamento mascherate, le quali rimangono riserva esclusiva del procedimento ordinario del PRG”; in pratica: con il Regolamento si potrà stabilire come andranno utilizzati i prodotti fitosanitari, non dove consentire o vietare lo svolgimento dell'attività agricola;
  2. il rispetto dei diritti acquisiti: “il futuro regolamento dovrà [...] fare salvi i principi generali di certezza del diritto, operando per il futuro senza efficacia retroattiva penalizzante sui diritti quesiti e sulle situazioni colturali legittimamente consolidate prima della sua approvazione”; in pratica: il Regolamento non potrà avere un effetto “espropriativo” o distruttivo sugli impianti agricoli esistenti, ma potrà solo introdurre nuove misure di comportamento relative all'uso dei fitofarmaci, cui i proprietari degli impianti agricoli esistenti dovranno adeguarsi; riguardo all'obbligo di piantumare le barriere vegetali entro le distanze di sicurezza, riteniamo che, ai sensi di questa precisazione della Commissione, esso debba valere solo nel caso di rinnovo degli impianti o di loro nuova realizzazione;
  3. il rispetto della proprietà privata e della libertà d'impresa: “le misure integrative e restrittive sull'uso dei prodotti fitosanitari dovranno essere calibrate su criteri scientifici oggettivi e rigorosi, tali da contemperare le esigenze igienico-sanitarie con la salvaguardia del nucleo essenziale del diritto di proprietà e della libertà d'impresa”; in pratica: le misure introdotte dal Regolamento non potranno essere ingiustificate né sproporzionate, ovvero così esorbitanti da causare l'interdizione dell'attività agricola, ma dovranno essere fondate unicamente su basi scientifiche.

In sintesi, il Comitato non intende assolutamente fare urbanistica con un Regolamento, né eliminare gli impianti agricoli esistenti, né comprimere ingiustamente la proprietà privata e la libertà d'impresa. Nulla di tutto questo è desumibile dal quesito referendario proposto e dichiarato ammissibile, bensì soltanto la volontà di voler assicurare alle cittadine e ai cittadini di Brentonico una maggiore tutela della salute e dell'ambiente nelle attività agricole, mediante misure più stringenti per l'uso dei prodotti fitosanitari e più efficaci nel contenere la loro deriva, desunte dalle principali e più autorevoli acquisizioni scientifiche in materia.

Dove si può firmare per chiedere l'indizione del referendum

Il prossimo passo del Comitato sarà raccogliere le 380 firme necessarie per indire il referendum (pari al 10% degli elettori). Possono firmare tutte le cittadine e i cittadini iscritti alle liste elettorali di Brentonico, in due modi (portando con sé un documento di identità valido):

  • in Comune: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.30 alle 12.00, presso l'Ufficio Anagrafe/Elettorale, o il mercoledì pomeriggio fino alle 17.00 previo appuntamento;
  • presso il Comitato: gli interessati possono contattare il Comitato via e-mail (biodiversitasalutebrentonico@yahoo.com) e seguire il suo canale Telegram (https://t.me/biodiversitaesaluteperbrentonico) per sapere quando e dove i suoi membri saranno presenti sul territorio per raccogliere le firme.

Collaboratori cercasi

Lo Statuto comunale concede ai promotori del referendum 180 giorni di tempo per raccogliere le firme, a partire dalla pubblicazione dell'ammissione del quesito referendario all'albo pretorio comunale (avvenuta il 26 giugno), ma il Comitato conta di raggiungere l'obiettivo molto prima.

A tal proposito, tutte le cittadine e i cittadini e tutte le associazioni di Brentonico che volessero dare una mano nella raccolta delle firme sono invitati a segnalare al Comitato la loro eventuale disponibilità, che sarà accolta con grande riconoscenza.

In particolare, si rendono necessari autenticatrici e autenticatori. Possono effettuare l'autenticazione delle firme i soggetti appartenenti alle seguenti categorie: notai; giudici di pace; cancellieri e collaboratori delle cancellerie delle corti d'appello e dei tribunali; segretari delle procure della Repubblica; funzionari incaricati dal Sindaco di Brentonico o dal Presidente della Provincia di Trento (inclusi i docenti della scuola trentina); avvocati iscritti all'albo che abbiano comunicato la loro disponibilità all'ordine di appartenenza.

Il Comitato rende noto che nei giorni scorsi alcuni funzionari e docenti hanno chiesto al Presidente della Provincia di essere autorizzati ad autenticare le firme per il referendum, auspicando che tale autorizzazione arrivi il prima possibile.

La replica del Comitato al Comune

Il Comitato coglie l'occasione per replicare al comunicato del 5 luglio attraverso cui il Comune ha giustificato il ritardo con il quale il 3 luglio, previa messa in mora da parte nostra, ci ha fornito i moduli vidimati necessari ad avviare la raccolta delle firme.

La procedura seguita dal Comune, che ha messo il Comitato nelle condizioni di poter raccogliere le firme solo 11 giorni dopo l'ammissione del referendum e 7 giorni dopo la pubblicazione all'albo pretorio (da cui decorre il limite temporale di 180 giorni per la raccolta), non risulta essere quella prevista dallo Statuto comunale. Quest'ultimo prevede unicamente che, dopo l'ammissione del referendum, l'Amministrazione pubblichi l'ammissione medesima all'albo pretorio e poi consegni al Comitato promotore i moduli vidimati per la raccolta delle firme. L'Amministrazione, invece, senza nemmeno consultare il Comitato promotore, dopo l'ammissione del referendum (avvenuta il 22 giugno) e la sua pubblicazione all'albo pretorio (26 giugno), ha nuovamente interpellato la Commissione per sollevare dubbi circa la possibilità di mantenere il quesito referendario uguale a come era stato proposto dal Comitato e chiaramente ammesso dalla Commissione medesima, che infatti poi il 30 giugno, rispondendo all'Amministrazione, ha confermato che il quesito poteva essere mantenuto tal quale. Questo fuori programma procedurale ingiustificato ha causato una compressione del periodo riconosciuto al Comitato promotore per raccogliere le firme.

Riguardo poi alla necessità di autenticare le firme con le quali il 22 maggio il Comitato ha richiesto al Comune l'ammissione del quesito referendario (ai sensi dello Statuto comunale, ne occorrono almeno 10), ci è spiaciuto cogliere nel comunicato diffuso dal Comune l'allusione alla presunta scorrettezza del Comitato. Ci preme far notare in proposito che l'autenticazione delle 10 firme necessarie a proporre il quesito referendario non è richiesta né dal Codice degli enti locali della Regione autonoma Trentino-Alto Adige né dallo Statuto comunale, che la prevedono soltanto per le firme necessarie a richiedere l'indizione del referendum dopo l'ammissione del quesito: questo è l'unico motivo per cui le firme del Comitato erano state fornite senza autenticazione. Avendo comunque la Commissione per i procedimenti referendari ritenuto necessaria l'autenticazione, abbiamo provveduto a farla immediatamente, già il giorno seguente a quello in cui il Comune ce lo ha segnalato.

Nel comunicato diffuso dall'Amministrazione comunale, inoltre, ed è la cosa più grave e preoccupante, ci è parso di cogliere una posizione nemmeno troppo velatamente contraria ai contenuti proposti dal quesito referendario, lamentando persino la “spesa significativa a carico del bilancio comunale” che il referendum comporterebbe. Replichiamo osservando che, se il Comune “non è contrario allo strumento referendario” (e ci mancherebbe altro), allora dovrebbe astenersi da ogni tentativo di depotenziarne il valore, inestimabile come quello di ogni legittima manifestazione della volontà popolare, e di influenzare indebitamente gli esiti del suo iter, collaborando anzi fattivamente e proattivamente alla sua indizione e alla sua riuscita. Invitiamo l'Amministrazione, in tal senso, a dare la più ampia visibilità, sul proprio sito web e attraverso tutti i propri canali, alla possibilità per le elettrici e gli elettori di Brentonico di firmare la richiesta di referendum presso il municipio, cui nel comunicato diffuso dal Comune non è purtroppo stato fatto alcun cenno.

Ricordiamo infine all'Amministrazione che, qualora volesse evitare il referendum, ci sarebbe un unico modo legittimo, previsto dallo Statuto comunale, che vedrebbe il Comitato favorevole: approvare, prima che il referendum sia indetto, di concerto col Comitato promotore, un Regolamento che risponda pienamente a quanto richiesto dal quesito referendario. A tal proposito, il Comitato ricorda all'Amministrazione anche che, ai sensi dello Statuto, entro il 18 agosto 2026 il Consiglio comunale dovrà discutere e mettere al voto la proposta di “Regolamento per la tutela della salute e dell'ambiente nelle attività agricole” che abbiamo trasmesso al Sindaco il 20 aprile: se il Consiglio comunale lo approvasse, il referendum non sarebbe più necessario.

Comitato biodiversità e salute per Brentonico
email: biodiversitasalutebrentonico@yahoo.com
canale Telegram: https://t.me/biodiversitaesaluteperbrentonico

 

 

[Questa notizia è stata pubblicata l'8/7/2026]
Immagine: logo comitato

 


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