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UN'ESPERIENZA DI TIROCINIO
Un contesto con ampie prospettive
Scarica immagine2026-03 Sara Dallabetta

Sara Dallabetta ha svolto il tirocinio curriculare dal 04/03/2026 al 20/06/2026 presso il Forum trentino per la pace e i diritti umani del Consiglio provinciale.

A quale corso di studi si riferisce il tuo tirocinio?
Sono al secondo anno della Laurea magistrale in metodologia, organizzazione e valutazione dei servizi sociali (MOVASS) dell'Università di Trento.

Quante ore complessive prevedeva?
250 ore.

Quale presenza fisica hai avuto presso la sede del ForumPace?
Mi sono recata spesso presso la sede del ForumPace per partecipare ad attività formative, momenti di progettazione in équipe, riunioni interne con lo staff e incontri con partner esterni.

Qual era l'idea centrale del tuo progetto di tirocinio?
Gli obiettivi del mio progetto di tirocinio erano principalmente due: acquisire e sviluppare competenze specifiche nell'ambito della progettazione, con particolare attenzione alla co-progettazione e allo sviluppo di relazioni con le reti sociali territoriali; e approfondire le competenze legate al ruolo di coordinatore progettuale attraverso l'affiancamento al tutor aziendale, Riccardo Santoni, coordinatore delle attività del Forum.

Perché hai deciso di fare il tirocinio presso il ForumPace?
Ho scelto di svolgere questa esperienza di tirocinio presso il Forum trentino per la pace e i diritti umani per approfondire le mie competenze nell'ambito della progettazione e del coordinamento di iniziative promosse dal Forum, ma anche per conoscere più da vicino le diverse realtà che operano sul nostro territorio.

Quali erano le tue aspettative?
Mi aspettavo di svolgere attività d'ufficio, soprattutto legate alla progettazione, ma allo stesso tempo desideravo avere l'opportunità di partecipare ad attività pratiche sul campo e di entrare in contatto diretto con le persone.

Come sei stata introdotta operativamente all'interno dell'organizzazione?
Ho avuto la fortuna di iniziare questa esperienza insieme a Ludovica, una ragazza che stava iniziando il servizio civile. Questo è stato un grande valore aggiunto, perché abbiamo mosso insieme i primi passi all'interno del Forum. L'accoglienza è stata molto positiva e, dato che nella settimana del mio arrivo c'erano già molte attività in corso, l'inizio è stato particolarmente dinamico. Sono entrata subito nel vivo del lavoro.

Quali erano i tuoi compiti come tirocinante?
Durante il mio periodo di tirocinio, oltre allo staff “stabile”, erano presenti anche tre ragazze del servizio civile e questa sovrapposizione ha favorito un costante lavoro di gruppo. Ci coordinavamo in base ai diversi progetti seguiti da ciascuna. Personalmente, sono stata coinvolta in numerose attività: ho partecipato a laboratori nelle scuole sui temi della nonviolenza e della gentilezza, ho approfondito le mie competenze comunicative scrivendo, insieme a Ludovica, un articolo sui CPR e mi sono dedicata in particolare alla progettazione di diversi eventi e iniziative. Tra questi, la residenziale del progetto “SuperEroi Reali”, l'evento “Giochiamo alla pace” a Cles, “C'è Campo” a Piedicastello e le attività organizzate per la Giornata mondiale del rifugiato. Ogni evento richiede una partecipazione attiva, ma soprattutto un importante lavoro preliminare di coordinamento e progettazione tra diversi attori affinché tutto possa concretizzarsi e realizzarsi nel migliore dei modi.

Cosa ti piaceva fare?
Mi è piaciuto molto lavorare in team: si era creata una bella sinergia e un clima positivo che rendevano più semplice l'organizzazione delle attività. Ho apprezzato particolarmente gli interventi nelle scuole, soprattutto quelli svolti presso il liceo “Da Vinci”, perché si trattava di un percorso più strutturato articolato in due giornate dedicate ai temi della nonviolenza e della cittadinanza attiva. Anche la progettazione e la partecipazione alla residenziale di “SuperEroi Reali” al Passo Vezzena sono state esperienze molto significative. È stato il progetto più lungo a cui ho avuto l'opportunità di prendere parte e si è rivelato estremamente formativo, anche grazie alla collaborazione con altre due realtà del territorio, Centro servizi per il volontariato e Centro per la cooperazione internaionale. I due giorni della residenziale, svolti a maggio, sono stati intensi ma molto belli: abbiamo lavorato a stretto contatto con i ragazzi e realizzato attività che avevamo progettato e preparato con attenzione nei mesi precedenti.

Cosa non ti piaceva fare?
Talvolta realizzavamo interventi di sole due ore in alcune classi. Si trattava comunque di attività molto interessanti, ma le trovavo meno coinvolgenti perché non permettevano di costruire un percorso più strutturato con i ragazzi, creare un legame significativo e osservare nel tempo l'evoluzione del loro percorso.

Come ti sei trovata con gli/le altri/e operatori/trici del ForumPace?
Mi sono trovata molto bene. Questo è stato sicuramente un elemento fondamentale: quando si lavora in un ambiente positivo e collaborativo, tutto diventa più semplice. C'era sempre spazio per il confronto e anche eventuali incomprensioni o divergenze venivano affrontate e superate insieme.

Le tue aspettative hanno trovato soddisfazione?
Sì, le mie aspettative sono state soddisfatte. Il Forum si è rivelato il luogo ideale per arricchire le mie conoscenze nell'ambito della progettazione e del coordinamento. Inoltre, ho avuto l'opportunità di conoscere e collaborare con numerosi attori e associazioni del territorio.

Consiglieresti ad un/una altro/a giovane di fare il tirocinio al ForumPace? Perché?
Sì, lo consiglierei. È un contesto che offre molte opportunità per mettersi alla prova, sviluppare autonomia e lavorare a stretto contatto con le persone. Uno degli aspetti più importanti è la possibilità di acquisire competenze trasversali senza concentrarsi esclusivamente su un unico tema. Grazie alla varietà delle associazioni che compongono il Forum, si ha infatti l'opportunità di confrontarsi con ambiti molto diversi: dalle nuove cittadinanze alla cultura, fino al mondo della scuola. Questa ampiezza di prospettive mi è piaciuta particolarmente perché consente di lavorare su bisogni e obiettivi differenti, evitando di focalizzarsi esclusivamente su una singola problematica o area di intervento.


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