
Nei giorni scorsi è stato presentato il dossier di amministrazione condivisa intitolato Filiera Trentino e dedicato al tema dell'accoglienza e dell'integrazione delle persone migranti.
Si tratta di un progetto innovativo «dal basso» sul tema della gestione del fenomeno migratorio, che si basa su quattro cardini: accoglienza, formazione, lavoro e comunità.
La proposta è il risultato di un percorso di lavoro condiviso e promosso dal Forum Accoglienza Lavoro Cittadinanza, spazio di confronto e costruzione tra realtà del Terzo settore attive sul territorio trentino nei campi dell'accoglienza, dell'inclusione sociale, della formazione e dell'accompagnamento al lavoro.
Ai lavori hanno contribuito, con ruoli e modalità differenti, rappresentanti di Confindustria Trento, Associazione Artigiani Trentino, Confcommercio Trentino, Cooperazione trentina, Consolida, Università di Trento, EURICSE, ENAIP Trentino, UPT Università popolare trentina, ACLI trentine, Diocesi di Trento e Caritas diocesana, insieme a operatori dei servizi, dirigenti scolastici, professionisti, cittadini e volontari.
Il dossier si colloca nell'ambito delle pratiche di amministrazione condivisa, come delineate dal Codice del Terzo settore (art. 55) e dalla giurisprudenza costituzionale (Corte costituzionale, sentenza n. 131/2020), e si propone come strumento di lavoro aperto, orientato alla costruzione di percorsi integrati tra soggetti pubblici e privati nel campo delle politiche di accoglienza e integrazione.
Si basa su un'analisi molto documentata della situazione del nostro territorio: demografia, carenza di manodopera e sistema di accoglienza: tre tensioni che si alimentano e che richiedono una risposta integrata.
Le proposte sono altrettanto dettagliate e fattibili.
La novità di questo contributo sta nella visione nuova che propone: non un nuovo servizio né un intervento aggiuntivo da sommare a quelli esistenti. Propone un cambio di prospettiva: passare da una logica di interventi paralleli e disconnessi a una logica di sistema, in cui accoglienza, formazione, lavoro, abitare, salute e scuola vengono letti e costruiti come parti di una stessa traiettoria, che accompagna le persone lungo un percorso coerente e orientato all'autonomia.
In questa prospettiva, le migrazioni smettono di essere un problema di ordine pubblico o di assistenza sociale e diventano una variabile strutturale dello sviluppo territoriale: una risorsa da governare, non una criticità da contenere.
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