
Cosa succede quando metti insieme un gruppo di ragazzi tra i 14 e i 18 anni, esperti di geopolitica, registi teatrali, fumettisti e le massime istituzioni cittadine?
La risposta è nella seconda edizione della Scuola di pace di Rovereto, che si è tenuta dal 29 giugno al 3 luglio 2026. Nata dalla sinergia tra comune di Rovereto, MLAL Trentino, ForumPace e cooperativa Smart Lab, questa iniziativa ha dimostrato che parlare di pace oggi non significa fare retorica, ma fornire alle nuove generazioni gli strumenti concreti per cambiare il mondo. Non si è trattato di semplici lezioni frontali, ma di un vero e proprio laboratorio vivente di innovazione sociale.
Ecco il racconto di una settimana straordinaria, tra numeri da record, emozioni forti e sguardi rivolti al futuro. Non solo teoria, se la pace diventa una competenza digitale (e professionale).
Una delle scommesse più riuscite di questa edizione è stata la capacità di unire il rigore dei valori alla praticità delle competenze.
«Spunti assai utili per il tema di italiano»: è il commento di un partecipante che dimostra come le competenze apprese superino i confini della Scuola di pace per entrare nella vita scolastica curricolare.
Il diario della settimana: cinque giorni di emozioni e testimonianze.
Il programma giornaliero ha toccato corde profonde, alternando linguaggi diversi che hanno saputo conquistare i partecipanti.
Lunedì: diritti e teatro. Dopo i giochi di conoscenza curati da MLAL, i ragazzi si sono confrontati con il prof. Marco Mascia. Ma il vero colpo di fulmine è stato il laboratorio teatrale con Federica Chiusole, capace di mettere subito tutti a proprio agio affrontando temi delicatissimi con dinamismo.
Martedì: l'azione nonviolenta. La testimonianza di Fabrizio Bettini sul lavoro di «Operazione Colomba» ha lasciato il segno: «Le sue parole ci hanno fatto entrare nei conflitti... mi ha colpito la speranza nei suoi occhi», ha scritto un ragazzo. Nel pomeriggio hanno scoperto cosa 'è il Patto per la lettura e i giovani si sono guardati attraverso, hanno trovato il posto delle parole smontando discorsi e riscrivendo poesie con la consigliera Giulia Mirandola.
Mercoledì: l'impatto di un'idea. Spazio all'arte con la fumettista Margherita Pilati (Robin Esto) e la casa editrice People Tracce. I ragazzi hanno scoperto un workflow editoriale in 6 fasi: dallo studio storico della Marcia Perugia-Assisi del 1961 fino all'inchiostrazione e all'impaginazione. Un successo replicato nel pomeriggio con il laboratorio di Marzio Fait.
Giovedì: verità e giornalismo. Un intenso pomeriggio a modalità «World Café» con Barbara Schiavulli, Beatrice Taddei Saltini e Raffaele Crocco, culminato in un evento serale aperto alla cittadinanza in cui i ragazzi hanno intervistato i giornalisti. Risultato? Molti partecipanti sono tornati a casa con la competenza di essere stati cittadini attivi per la propria comunità.
Venerdì: memoria storica e istituzioni. Una giornata ricca di significato. I ragazzi sono stati accolti in sala consiliare dalla sindaca Giulia Robol e dal consigliere delegato per la pace Tommaso Vaccari, scoprendo da vicino la macchina comunale. Dopo una camminata nei luoghi chiave della città, la settimana si è chiusa alla Campana dei Caduti: un momento profondo e commovente, scandito dai rintocchi e dalle letture di Langer.
I ragazzi hanno premiato la varietà dei linguaggi, l'approccio empatico e il fatto di essersi sentiti, per una volta, veri protagonisti della vita cittadina grazie al dialogo aperto e alla pari con la Sindaca.
La Scuola di Pace ha lanciato la sua sfida: dimostrare che contro la polarizzazione e i conflitti urbani, l'investimento più grande e redditizio rimane sempre lo stesso: i giovani.
E voi, siete pronti a essere «più lenti, più profondi, più dolci» insieme a loro?
Federica Manfrini
coordinatrice della Scuola di pace
IN GALLERIA ALCUI MOMENTI DELLA SCUOLA DI PACE 2026
[Questa notizia è stata pubblicata il 14/7/2026]
Foto: Federica Manfrini




