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STORIA DI UN FLOP ANNUNCIATO
I giovani tedeschi e la guerra
Scarica immagine2026-08-20 Militare e don Milani

Storia di un flop annunciato, raccontata come si racconta al bar di Barbiana

Don Milani, se fosse vivo, avrebbe riso. Non con cattiveria - con quella risata toscana un po' beffarda che si fa quando qualcuno di potente inciampa da solo sui propri piedi senza che nessuno lo abbia spinto.

Vediamo un po' cosa è successo in Germania.

La lettera che nessuno aspettava

Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius - socialdemocratico, per la cronaca, mica un marziano - ha avuto un'idea che a Berlino dev'essere sembrata geniale: mandiamo un bel questionario a tutti i diciottenni tedeschi. Ci chiediamo se vogliono fare i soldati. Semplice, moderno, democratico. Altro che leva obbligatoria di una volta, coi caporali che urlavano e i genitori che piangevano al treno.
Detto, fatto. 298.200 lettere spedite. Ai maschi tocca rispondere per legge - pena una bella multa, perché la libertà di scelta, si sa, va sempre accompagnata da un piccolo ricatto. Alle femmine no, loro possono far finta di niente.
E i tedeschi, popolo notoriamente disciplinato, hanno risposto in massa: il 96% dei maschi ha compilato il modulo. Bravi, ligi, in orario - come ci si aspetta dai tedeschi.

Poi è arrivato il bello

Di quei 298.200 questionari, alle visite mediche si sono presentati in 1.500. Millecinquecento su trecentomila. Un decimo dell'un per cento, arrotondando per eccesso con generosità.
E di quei 1.500 volenterosi, alla fine si sono davvero arruolati in 530. Cinquecentotrenta. Su trecentomila lettere. L'obiettivo del ministero era ventimila reclute. Ne sono arrivate il due e mezzo per cento del previsto.
A Barbiana, quando un compito andava così male, Don Milani non prendeva neanche il registro. Diceva solo: «Ragazzi, qui bisogna ricominciare da capo, ma prima capiamo perché è andata così.»

Perché è andata così: e qui viene il bello

Non è che i giovani tedeschi siano diventati improvvisamente pigri o disinteressati al mondo. Anzi. Nel primo semestre del 2026 sono arrivate 5.862 domande di obiezione di coscienza - quasi il doppio di tutto il 2025, e più del doppio del 2024. In novanta città tedesche i ragazzi hanno fatto sciopero scolastico, con cartelli che dicevano - pressappoco - «non siamo carne da cannone».
Cioè: i giovani tedeschi non hanno ignorato la domanda. Ci hanno pensato benissimo. E hanno risposto no con una chiarezza che nessun sondaggio elettorale riesce mai a ottenere.
Don Milani lo diceva già nel 1965 ai cappellani militari, con quella pazienza toscana che sapeva diventare tagliente quando serviva: «L'obbedienza non è più una virtù.» I ragazzi tedeschi, senza aver letto una riga sua - magari qualcuno sì, chissà - hanno applicato il principio alla lettera. Gli hanno chiesto: vuoi obbedire e andare a fare il soldato? E loro, in massa, hanno risposto: no grazie, abbiamo altro da fare.

Il paradosso che fa più ridere di tutti

Il governo tedesco, davanti a questo splendido no collettivo, non ha detto: «Forse i giovani ci stanno dicendo qualcosa». Ha detto: «Allora torniamo alla leva obbligatoria.»
Cioè: gli hanno chiesto gentilmente, hanno risposto no in modo plebiscitario, e la risposta del potere è: bene, allora ve lo ordiniamo.
Se questo non è il ritratto perfetto di come ragiona chi comanda quando il popolo non gli dà ragione, non so cosa lo sia. È la stessa logica del contadino toscano che chiede al mulo se vuole arare, il mulo scalcia e si rifiuta, e lui prende comunque il bastone.

E l'Italia intanto guarda

Nel frattempo l'Italia - che di quel modello si è già dichiarata ammiratrice attraverso vari ministri - osserva con attenzione questo esperimento tedesco, sperando forse in risultati diversi da noi. Ma il campione di ventenni italiani non è fatto di una pasta diversa da quello tedesco. Anche i nostri ragazzi, se interpellati con onestà, probabilmente risponderebbero con lo stesso garbato «no, grazie» - magari in romanesco o in napoletano invece che in tedesco, ma il senso sarebbe identico.

La morale, in perfetto stile toscano

Don Milani l'avrebbe detta così, forse con un pizzico di ironia contadina: «Avete mandato trecentomila lettere per convincere i giovani a fare la guerra. Vi son tornate cinquecentotrenta firme. Il resto ve l'hanno detto zitti zitti, senza neanche rispondere - o rispondendo con l'obiezione di coscienza, che è la forma più educata per dire: arrangiatevi.»
E poi avrebbe aggiunto, guardando i suoi ragazzi di Barbiana: «Vedete? Quando la gente ha davvero la libertà di scegliere - senza il fucile puntato alla schiena, senza il carcere per chi rifiuta - sceglie quasi sempre la pace. Il difficile non è convincere i giovani a essere pacifisti. Il difficile è convincere i governi ad ascoltarli.»
I guerrafondai tedeschi hanno fatto un sondaggio senza volerlo. E il sondaggio ha detto una cosa chiarissima: la gioventù europea la guerra non la vuole. Punto.
Peccato che chi comanda, quando riceve questa risposta, invece di prenderne atto pensi già a come aggirarla per legge.

Guido «Pacifico» Martinelli @everyone

Fonti: La Verità, 24-26 giugno 2026 - Il Fatto Quotidiano, 5 dicembre 2025 e 17 agosto 2026 - Il Mitte, 30 giugno 2026 - Brussels Signal, giugno 2026 - Collettiva, febbraio 2026 - Ministero della Difesa tedesco, dati ufficiali giugno 2026

 

 

 

[Questa notizia è stata pubblicata il 20/8/2026]
Foto:  Autore: rawpixel.com / U.S. Forest Service (source)


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