
FIRME ENTRO VENERDI PER LA QUESTURA DI TRIESTE
Carissimi fornelli,
come Rete dei Fornelli Resistenti, come attiviste e attivisti della Cura come atto politico, promuoviamo questa raccolta di adesioni alla lettera indirizzata al Questore e al Prefetto di Trieste, per chiedere una revisione delle SPROPORZIONATE disposizioni che limitano giorni e orari in cui è possibile prestare assistenza alle persone migranti che raggiungono Piazza della Libertà.
Invitiamo tutte le persone che condividono questo appello a sottoscrivere compilando il modulo, con preghiera di INSERIRE NOME E COGNOME DOVE RICHIESTO > clicca qui
Firme per il questore di Trieste entro venerdi 23 ottobre 2026.
QUESTO IL TESTO DELLA LETTERA DA SOTTOSCRIVERE
All'attenzione del Questore di Trieste
All'attenzione del Prefetto di Trieste
Oggetto: Richiesta di revisione delle disposizioni relative all'assistenza alle persone migranti in Piazza della Libertà a Trieste
Sig.ra Questora,
Sig. Prefetto,
scriviamo per esprimere la nostra indignazione nel leggere le ulteriori disposizioni che limitano giorni e orari
nei quali possiamo prestare assistenza agli esuli della rotta balcanica che raggiungono Piazza della Libertà a Trieste.
Riteniamo tali limitazioni inaccettabili.
L'assistenza a persone che si trovano in condizioni di estrema fragilità non può essere subordinata agli orari della movida cittadina. Fame e freddo non aspettano che i bar si svuotino per far sentire i loro morsi e la disperazione non si mette in pausa il sabato e la domenica.
I migranti che arrivano a Trieste dopo aver attraversato i Balcani non sono un problema da nascondere. Sono esseri umani che hanno lasciato la propria casa, il proprio Paese, la propria lingua e la propria cultura, affrontando pericoli estremi pur di cercare una possibilità di sopravvivenza. Non possiamo accettare che la possibilità di curare delle ferite ed offrire una bevanda calda venga subordinata alla necessità di rendere meno visibile una sofferenza che ci mette a disagio. Non possiamo accettare che il bisogno di tranquillità di chi può tornare a casa, chiudere la porta e ripararsi dalla bora, prevalga sulle necessità primarie di chi non ha un riparo, non ha cibo e non sa a chi rivolgersi.
Vogliamo davvero che persone vulnerabili, prive di riferimenti e di informazioni, siano esposte al rischio di affidarsi a trafficanti e sfruttatori perché le reti di solidarietà vengono ostacolate o rese insufficienti?
Le esigenze di sicurezza e di gestione degli spazi pubblici non possono diventare un pretesto per comprimere in modo sproporzionato la possibilità di offrire concreta solidarietà. Eventuali criticità devono essere affrontate attraverso il confronto con soluzioni concrete, non attraverso limitazioni che rischiano di lasciare senza sostegno persone già esposte a condizioni estreme.
Ci auguriamo che vogliate assumervi la responsabilità di riconsiderare queste disposizioni prima che si possano produrre conseguenze irreparabili.
In attesa di un vostro urgente riscontro, porgiamo distinti saluti.
La società civile
[Notizia pubblicata il 20/10/2026]
Immagine: locandina