
Il primo lancio ufficiale a livello nazionale della campagna «Sollèvati! La coscienza non si arruola» (titolo che nelle ultime ora è stato inopportunamente modificato in «Sollèvati dalle guerre. La coscienza non si arruola») ha avuto come sfondo la magnificante sede della Casa per la pace di Impruneta, nei dintorni di Firenze, gestita dal movimento cattolico Pax Christi.
Vi ha preso parte una sessantina di persone (una dozzina in collegamento da remoto) in rappresentanza dei gruppi che hanno promosso l'evento.
Ha fatto gli onori di casa Andrea Maccari, referente di Pax Christi nella capitale, che ha moderato i lavori per l'intera mattinata. I saluti istituzionali sono stati portati da Antonio de Lellis, coordinatore nazione di Pax Christi. In video registrato sono intervenuti mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi, e p. Alex Zanotelli, da un «basso» della Napoli in cui vive attualmente. Saluti video registrati anche dai due incaricati nazionali del settore «Giustizia, pace e nonviolenza» dell'AGESCI, Alessandra Cetro e Marco Valente. È intervenuto anche Pietro Puccio, sindaco di Capaci, il primo in Italia a diffondere l'informazione sulle liste di leva ai cittadini coinvolti.
La prima relazione è stata affidata a Enzo Sanfilippo, responsabile della Comunità dell'Arca, vero e proprio ideatore e primo promotore della proposta di obiezione di coscienza collegata alle liste di leva. Ha ricostruito il percorso, iniziato all'interno dell'«Arca» e manifestato una prima volta al convegno nazionale di Pax Christi a Catania del 30-31 dicembre scorsi. Nei mesi successivi si è formato un gruppo promotore che, grazia al contributo di molti, ha consentito di arrivare al momento della presentazione ufficiale. Secondo Sanfilippo è fondamentale tenere presente che «Sollèvati» non è una semplice campagna promozionale di un'idea e di una prassi ma una «comunità di coscienza», un insieme di persone che mete in pratica in prima persona ciò in cui crede. (Il testo della relazione di Sanfilippo è disponibile cliccando qui).
L'intervento successivo è toccato a Carola Casale, giovane romana che ha appena terminato l'esperienza del servizio civile. A lei è stato affidato il ruolo di portavoce della campagna. Ha ribadito con forza i presupposti di fondo che ritiene debbano stare alla base di questa azione.
Don Renato Sacco, componente del Consiglio nazionale di Pax Christi, ha ricordato gli spazi e le situazioni in cui oggi è importante portare la testimonianza dell'obiezione di coscienza alla violenza e alla guerra: dalla renitenza nei Paesi in conflitto, al rifiuto della produzione de commercio di armi, alla promozione della cultura della pace.
Nell'ultima parte dell'incontro è stato lasciato spazio alle realtà organizzative presenti per una presentazione e la dichiarazione del motivo della loro adesione. Sono state rappresentate: l'Opera per la gioventù e la Fondazione «La Pira»; il Movimento dei focolari; Emergency; l'associazione Nuova Camaldoli; il CESC Project; le Missioni comboniane; le ACLI; l'AGESCI; il Movimento No Base (azione locale contro l'ampliamento della base americana «Camp Derby»); la Caritas di Firenze; l'associazione Rondine.
In conclusione è stata letta la frase di don Milani: «Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l'obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l'unico responsabile di tutto».
La campagna al momento raccoglie l'adesione di 20 organizzazioni nazionali ed è aperta a tutti. Prossimi passi saranno il lancio di un'azione di crowdfunding per rafforzare il finanziamento e la promozione nei confronti dei mezzi di comunicazione (del tutto assenti all'evento).
La rituale foto di gruppo ha concluso il meeting.
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IN GALLERIA ALCUNE FOTO DELL'EVENTO
[Questa notizia è stata pubblicata il 25/10/2026 e aggiornata successivamente]
Tutte le foto: Archivio del Forum trentino per la pace e i diritti umani
Autore
GG





