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IL RAPPORTO IDOS 2026
I dati sul fenomeno immigrazione
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L'edizione 2026 del Dossier Statistico Immigrazione è stata presentata oggi presso la sede del Consiglio provinciale, in contemporanea con quasi tutti capoluoghi delle regioni italiane.

Si tratta di un'indagine molto corposa (più di 500 pagine) con moltissimi dati: è il rapporto socio-statistico che vanta la più lunga serie ininterrotta di pubblicazioni annuali sul fenomeno migratorio in Italia, la prima edizione essendo del 1991.

Cos'è il Rapporto IDOS

Curato fino al 2003 dalla Caritas di Roma e, a partire dal 2004, dal Centro studi e ricerche IDOS (che da esso prende il nome: Immigrazione Dossier Statistico), questo rapporto viene realizzato con la collaborazione di strutture pubbliche e del mondo sociale e grazie al contributo di enti sostenitori.

Lo scopo del Dossier è di elevare, in tema di immigrazione e di integrazione dei migranti, il grado di conoscenza e di consapevolezza di un pubblico sempre più vasto, al di là dei convincimenti politici, religiosi e culturali di ciascuno, attraverso un'analisi quanto più rigorosa e ragionata dei dati. In questo modo, il rapporto si propone come un sussidio utile a studiosi, operatori, funzionari, politici e comuni cittadini per documentarsi sul tema o approfondirne singoli aspetti in maniera quanto più equilibrata e libera da pregiudizi e strumentalizzazioni.

Il volume si apre con una panoramica del contesto internazionale ed europeo. Nell'editoriale (intitolato: «Vite migranti tra indifferenza, disuguaglianze e ingiustizie»), Luigi Gaffuri, docente all'Università dell'Aquila e componente del Comitato scientifico del Dossier Statistico Immigrazione, afferma che «Il modo indegno con il quale vengono trattati gli immigrati, sia nei discorsi sia nelle pratiche pubbliche, testimonia che qualità morali e volontà politica, su questi temi, vanno ostinatamente in direzione opposta. Non c'è etica economica né sociale nella gestione del fenomeno migratorio, visto come fonte di disturbo non solo della coscienza: un disturbo da rimuovere o, quando serve, da sfruttare».

Vengono, poi, analizzati diversi aspetti del fenomeno migratorio, dalla cause climatiche al costo del cibo, dalla tecnologia come ostacolo ai diritti allo sfruttamento e alla vulnerabilità delle donne… Non manca un approfondimento su migrazioni e crisi della democrazia. Viene commentato il nuovo Patto Ue sulla migrazione e si analizzano le migrazioni nell'Unione europea tra dati, politica e retorica.

La seconda parte analizza flussi e presenze in Italia, con un editoriale su «Nuovi arrivi e presenza straniera in Italia: le dinamiche dell'ultimo triennio». Gli interventi entrano nel merito di aspetti diversi, che forniscono un quadro articolato e molto problematico.

«Integrazione e pari diritti» è il titolo della terza parte, dedicata all'integrazione della popolazione immigrata nelle sue varie articolazioni: scuola, sanità, abitazione, welfare in generale. Si nota che «emerge chiara l'esigenza di dotarsi di nuove categorie e concetti per orientare la conoscenza di una realtà complessa come quella dei migranti in Italia. Realtà assolutamente dinamica che, al di là della tragicità delle situazioni, corre e scorre (a volte “con” la vita e a volte anche “contro” la vita, o almeno contro questa vita), imponendo allo studioso di cose sociali una rivoluzione copernicana sul piano dell'armamentario teorico e metodologico».

Si parla poi (quarta parte) di lavoro ed economia. Franco Pittau, presidente onorario del Centro studi, sostiene che «dal [suo] personale punto di vista, la cosa più grave è l'insensata idea che quello che può venire da chi non è italiano (o occidentale) sia di più bassa lega, perché proveniente da persone di un'altra “razza” (anche se non si usa più questa parola), di un'altra cultura, di un'altra religione, da realtà diverse e non compatibili con la nostra civiltà, se non in piccole dosi e a debita distanza».

L'ultima sezione contiene l'analisi dei contesti regionali, che vengono presentati in modo dettagliato.

I dati relativi al Trentino

I dati relativi alla provincia di Trento sono stati curati da Serena Piovesan, ricercatrice sociale.

In Trentino la presenza straniera è strutturale: su 166 Comuni, soltanto 1 non registra stranieri residenti. Sono quasi 50.000 gli /le stranier* residenti nella nostra provincia a fine 2025, con un'incidenza sulla popolazione totale del 9%. La media nazionale è del 9,4% (l'11,1% in provincia di Bolzano).

A fronte delle 3700 nascite in provincia nel 2025 (minimo «storico»), i nati da genitori stranieri sono stati 499, cioè il 13,5% del totale. Il tasso di fecondità delle donne straniere è sceso dal 2,92 del 2004 al 2,03 del 2024. È dell'1,19 per le donne italiane.

I nuovi permessi di soggiorno rilasciati nel 2025 sono stati 4.966, con un aumento del 45,2% rispetto al 2024. Le motivazioni: famiglia 33,1%; lavoro 28,8%; protezione 22,9%; studio 9,1%; altro 6,1%.

Le persone in accoglienza (= richiedenti protezione internazionale) al 30 giugno 2026 sono 631. Provengono per il 35% dal Pakistan, per il 32% dal Marocco, per il 12% dalla Nigeria. Il resto è da diversi altri Paesi. 216 sino ucraini/e richiedenti protezione temporanea.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, in un contesto di crescita contenuta dell'economia trentina, con un mercato del lavoro locale ancora in condizioni complessivamente migliori rispetto alla media italiana, gli/le stranieri/e sono in una posizione di disparità in termini di condizioni lavorative, livelli retributivi, tipologie contrattuali e opportunità di carriera. Ciò rischia di rendere poco attrattivo il lavoro stagionale in Trentino anche per chi proviene dall'estero.

Il focus sulla situazione sanitaria

La presentazione avvenuta a Trento è stata aperta dal presidente di ForumPace, Antonio Trombetta. L'incontro si proponeva di approfondire in modo particolare le dimensioni sanitarie del fenomeno immigrazione. Con l'introduzione e la moderazione dei lavori da parte di Violetta Plotegher, presidente dell'Associazione trentina accoglienza stranieri (ATAS), oltre che medico, sono intervenuti: Pirous Fateh-Moghadam (Osservatorio epidemiologico, Dipartimento prevenzione dell'Azienda sanitaria); Ilaria Simonelli (Direzione per l'integrazione socio-sanitaria dell'Azienda sanitaria); Alessandra Maggioni e Licia Scantamburlo (Gruppo immigrazione e salute trentino GRIS); Katia Negri (Federazione agroalimentare industriale e ambientale italiana FAI CISL del Trentino).

Il dibattito ha rimarcato le vari sfaccettature di una situazione resa sempre più difficile dalle politiche di chiusura messe in atto dal governo provinciale. Si è palesata la necessità di valorizzare quanto si sta facendo, incentivando la collaborazione tra l'Azienda sanitaria e il Terzo settore. È importante quanto si riesce a fare sul versante sanitario proprio perché in questo modo si offre un supporto a persone che vivono in situazione di irregolarità perché senza documenti.

Conclusioni

Secondo Luca Di Sciullo, presidente del Centro studi e ricerche IDOS, oggi le migrazioni sono diventate un'arma di guerra tra i potentati economici e politici globali. Le loro decisioni sono dettate da logiche di potere o di interesse che prescindono da qualsiasi valore etico. « In un contesto di iper-ideologia xenofoba e globale dittatura tecnocratica, saper strumentalmente “muovere” i migranti significa disporre di una pedina strategica sulla scacchiera dei rapporti di forza internazionali. Proprio la vicenda di Ceuta è rivelativa di come oggi, nel perverso gioco degli egoismi del sovranismo occidentale, il “deposito immigratorio” di ogni Paese costituisca a tutti gli effetti una potenziale arma collaterale: di pressione, di ricatto e in ultimo di ritorsione internazionale».

«Per decenni, il nostro sguardo sui migranti è stato telecomandato a vederli, in successiva stratificazione, come sospetti, indesiderati, nemici, non-persone, pacchi da evacuare, pedine da muovere con astuzia e infine armi, appunto, da usare tatticamente. Nell'ottavo centenario della morte di san Francesco, si potrebbe a ragione applicare loro quanto un suo moderno biografo ebbe a scrivere riguardo all'approccio del santo verso i poveri: ancora oggi essi aspettano qualcuno che, con sguardo puro, torni a vederli per quel che semplicemente sono: esseri umani, portatori di nuda umanità. E, proprio per questo, riserva di potenziale riumanizzazione per tutti noi».

IN GALLERIA ALCUNE FOTO DELLA PRESENTAZIONE

 

 

 

 

[Notizia pubblicata il 28/10/2026]
Immagine: copertina del libro


Autore

GG


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