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4 NOVEMBRE: UNA FESTA CONTROVERSA
Vittoria alla guerra? Forze armate?
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Il 4 novembre è la Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate. È stata istituita nel 1919 per commemorare la fine della Prima guerra mondiale, sancita dall'entrata in vigore dell'armistizio di Villa Giusti (firmato il 3 novembre 1918 e reso effettivo il giorno dopo), evento che permise all'Italia l'annessione delle terre «irredente» di Trento e Trieste.

È, dunque, in prima battuta, la celebrazione di quella immane ed inutile (lo disse il Papa Benveddo XIV) strage che fu il primo conflitto mondiale: tra 460.000 e 651.000 caduti militari: ; caduti civili: circa 589.000 persone (decessi causati da stenti, privazioni, bombardamenti e dall'epidemia di "Spagnola" negli ultimi mesi di guerra). Totale complessivo: tra 1.052.400 e 1.243.400 vittime. Feriti e mutilati militari: tra 947.000 e 953.000.

DIventa anniversario della Vittoria nell'ottobre del 1922 ad opera del secondo governo Facta, poco prima della Marcia su Roma. Il fascismo si propose «come unico erede dell'esperienza vittoriosa e impose il ricordo dei caduti nella prospettiva di una pedagogia politica dell'obbedienza e del sacrificio».

Bisogna aspettare fino al 1949 perché questa festività diventi anche «giorno dell'Unità nazionale», con riferimento all'acquisizione dei territori al termine della Prima guerra mondiale. Il riferimento è all'unità fisica dello Stato italiano. Sicuramente la cosa potrebbe dispiacere a qualche minoranza linguistica.

Dal 1949 al 2023, rispetto alla denominazione ufficiale di «giorno dell'Unità nazionale», le celebrazioni erano indicate tradizionalmente anche come «Giornata delle Forze armate», come appare dai messaggi inviati dal presidente Luigi Einaudi e dal ministro della difesa Randolfo Pacciardi per l'anniversario nel 1949 e nel 1950.

«Esaltare la data del 4 novembre significa non soltanto rievocare una pagina di storia gloriosa, ma anche tener fede alle generazioni immolatesi nel presagio di Vittorio Veneto e penetrarne il perenne monito che la salute del Paese poggia sulla concordia di tutti i suoi figli nel culto degli ideali di Patria e libertà. In questo spirito, anche e soprattutto le Forze Armate, depositarie di una così illustre tradizione, si apprestano a celebrare quella che è stata a buon diritto prescelta a loro "giornata".» (Luigi Einaudi, 1950)

Nel 2022 il presidente Sergio Mattarella indicò la necessità di formalizzare la denominazione completa: «Il fatto di ricomprendere in questa giornata la Festa delle Forze Armate appartiene alla tradizione e a quel sentimento di omaggio alla memoria che trova grande riscontro nella coscienza delle nostre comunità. Credo che sia necessario, come ho ricordato alcuni mesi addietro al Governo, di assumere in legge la definizione completa e ufficiale del 4 novembre come Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate.» (Sergio Mattarella, 4 novembre 2022)

Con l'approvazione della legge 1 marzo 2024, n. 27, la denominazione è stata effettivamente modificata in Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate, precisando però che non è ripristinata come festività nazionale. 

Fin qui la storia di queste festività. Resta da capire il senso e il valore di questa celebrazione.

Se si crede nella nonviolenza, nel ripudio della violenza, nella ricerca assoluta della pace, il 4 novembre è un momento di lutto per tutte le morti di quella guerra e di tutte le guerre. Ed è l'espressione del rifiuto di festeggiare l'organizzazione creata con l'unico scopo di prepararsi e di fare la guerra.


Leggi anche:

4 novembre: una giornata di lutto e di riflessione > clicca qui (Mezz'ora di silenzio per la pace e la giustizia sociale)

4 novembre 2026: non festa ma lutto >clicca qui (Movimento nonviolento)

 

 

 

 

[Notizia pubblicata l'1/11/2026]
Foto: www.pexels.com


Autore

GG


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