
Il segnale alla giunta Fugatti è forte: niente Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), né aTrento, né a Bolzano, né altrove!
Con la manifestazione del 13 dicembre 2025, i cittadini dicono: NO alla propaganda, NO alla disumanizzazione, SI all'accoglienza diffusa!
Questo è un messaggio chiaro a Fugatti e Valditara!
Grazie a tutte le persone le persone, in particolare quelle arrivate da Bolzano, dalle valli e da qualche altra regione (ho parlato personalmente con qualche padovano), che hanno deciso di metterci la faccia!
Grazie Trento! Grazie Bolzano! Grazie a tutte le valli!
Documento del Coordinamento Trentino-Alto Adige/Südtirol «No CPR».
John Mpaliza
IN GALLERIA ALCUNE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE
DOCUMENTO DI INDIZIONE DELLA MANIFESTAZIONE
NO CPR: NÉ A TRENTO, NÉ A BOLZANO, NÉ ALTROVE
DIRITTI E GIUSTIZIA SOCIALE!
sabato 13 dicembre 2025
ore 14:30
Trento, piazza Dante
Il 24 ottobre 2025 il presidente della Provincia Fugatti ha firmato un accordo con il ministro dell'Interno Piantedosi per costruire un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) in Destra Adige, vicino al quartiere di Piedicastello: una gigantesca gabbia stretta tra l'autostrada e la tangenziale di tremila metri quadrati, con container, filo spinato, barriere e telecamere, destinata a rinchiudere decine di persone che non hanno commesso alcun reato.
La decisione della giunta Fugatti arriva dopo anni di retorica razzista che parla di “sicurezza” mentre crea esclusione sociale e paura del migrante. Con questo accordo la Provincia ha scelto di farsi parte attiva della strategia nazionale del governo Meloni, che punta ad aprire almeno un CPR in ogni regione.
I CPR sono strutture detentive in cui vengono trattenute persone che non sono riuscite a ottenere il “documento giusto”: uomini e donne colpevoli soltanto di un'irregolarità amministrativa, puniti con la privazione della libertà personale.
È da ben ventisette anni che il sistema della detenzione amministrativa produce solo violenza, soprusi e morte, rappresentando un'ingiustizia alimentata da politiche sull'immigrazione che causano irregolarità discriminando in base al paese di origine, allo status
giuridico e alla classe di appartenenza. Sono lo strumento di deterrenza principe, funzionale allo sfruttamento delle persone migranti. Perché se sei senza documenti, sei ricattabile e disposto ad accettare qualunque sopruso pur di evitare di finire inghiottito nel gorgo dei CPR.
In Italia oggi sono dieci i CPR attivi; ad essi si aggiunge quello aperto in Albania, frutto di un accordo neocoloniale che esternalizza la detenzione fuori dai confini nazionali, mantenendone però la gestione italiana.
I CPR sono il simbolo di una violenza sistemica normalizzata, luoghi di tortura legalizzata, come li definiscono le persone che vi sono rinchiuse e le organizzazioni che da anni ne denunciano le condizioni disumane. Sono anche chiamati “i manicomi del presente”, spazi di confinamento che nascondono alla vista pubblica chi viene considerato indesiderato, non produttivo e quindi non degno di esistere.
Non c'è modo di renderli “più umani”, come non è possibile riformare questo sistema: i CPR sono lager di Stato, perché non esiste un modo giusto per fare una cosa ingiusta.
La detenzione amministrativa è di per sé incompatibile con i principi fondamentali di uno Stato di diritto: legittima la privazione della libertà senza reato e introduce un doppio binario razziale, di vera e propria apartheid, tra cittadini e cittadine appartenenti alla stessa comunità.
Non possiamo accettare la costruzione di un CPR nè qui nè altrove.
Siamo oltre quaranta realtà sociali, antirazziste, sindacali e politiche del Trentino-Alto Adige/Südtirol, la maggior parte impegnate ogni giorno nella solidarietà e nel sostegno alle persone migranti. Ci siamo ritrovate in un percorso comune perché vediamo nel CPR un salto di crudeltà della giunta Fugatti e l'ennesima falsa soluzione a problemi complessi.
Facciamo appello a tutta la cittadinanza: è il momento di mobilitarsi insieme per opporsi alla costruzione del CPR nel nostro territorio.
Inoltre, tutto ciò si inserisce in un disegno più ampio: lo smantellamento del sistema di accoglienza, l'aumento dell'esclusione e della povertà, la cancellazione di qualsiasi ipotesi di regolarizzazione e il progressivo restringimento dei diritti di chi vive e lavora in Italia.
Solo a Trento si stima che tra le 1.200 e 1.500 persone richiedenti asilo, che in base al diritto internazionale - recepito anche dall'Italia - avrebbero diritto ad un'accoglienza degna di tal nome, siano già oggi escluse da qualsiasi forma di assistenza, lasciate in strada, a serio rischio di irregolarità.
Invitiamo tutte e tutti a unirsi a questo percorso. Scendiamo in piazza unit* per dire che la vera sicurezza non nasce dalla sofferenza, né dall'esclusione: nasce dal pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza e dalla giustizia sociale. È ora che le istituzioni smettano di eludere i propri doveri.
> Per la chiusura di tutti i centri di detenzione amministrativa: questo sistema non è riformabile!
> Per il ripristino e potenziamento del sistema di accoglienza diffusa come alternativa strutturale alla realizzazione dei CPR in Trentino-Alto Adige/Südtirol!
> Per l'abolizione della legge Bossi-Fini e dei cosiddetti decreti “sicurezza”!
> Vogliamo percorsi di regolarizzazione, diritti e inclusione!
> Vogliamo allargare il diritto fondamentale alla libera circolazione anche ai cittadini e alle cittadine non comunitarie!
Coordinamento Trentino-Alto Adige/Südtirol NO CPR
Alle ore 11:45 del 13 dicembre 2025 risultano aver aderito (in grassetto le realtà aderenti al ForumPace):
Acli del Trentino
Ambiente e Salute - Umwelt und Gesundheit
ANPI (Trentino e Alto Adige)
Arcigay del Trentino
Arci del Trentino
ASD Intrecciante
Assemblea Antirazzista Trento
Associazione 46° Parallelo ETS / Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo
Associazione "Coltiviamo legalità” di Cles
Associazione A scuola di Solidarietà
Associazione Cortili di Pace di Pergine
Associazione Oratorio S. Antonio
Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione
Associazione traME e TErra APS
ATAS Onlus
AVS Trentino
Bozen Solidale
Centro Astalli Trento ETS
Centro Pace ecologia e diritti - Rovereto
Centro Sociale Bruno
Circolo Arci Brentonico "Ugo Winkler"
CNCA Federazione regionale Trentino Alto Adige / Südtirol
Collettivo Mamadou
Collettivo Marco Cavallo 2023
Comitato pace convivenza Danilo Dolci
Comunità di S. Francesco Saverio
Comunità Islamica del Trentino
Coordinamento Studentesco Trento
Cortili di Pace di Pergine
CucinaCultura
Donne democratiche del Trentino
Donne in nero di Rovereto
Donne per la Pace Trento
Extinction Rebellion Trento
Giuristi Democratici, sezione Trentino/Suedtirol
GlobalMovementToGaza - Trentino
GrIS Trentino
Gruppo Trentino con Mimmo Lucano
Il Gioco degli Specchi APS
IPSIA del Trentino ODV
Libera Trentino
LINX
Mediterranea Trento
Movimento Nonviolento del Trentino
Nigrizia
OMAS GEGEN RECHTS - Bozen
Onda Trentino
OUT RAUS FUORI Merano
Pace Terra Dignità Alto Adige
Partito Democratico del Trentino
Penny Wirton Trento
Radicali Trento
Rete dei diritti dei senza voce
Rete dei Sanitari per Gaza del Trentino-Alto Adige
Rifondazione Comunista (Trentino e Alto Adige)
Scuola di italiano Libera La parola Trento
Scioglilingua Bolzano
Sinistra die Linke
SOS Bozen
Spazio autogestito 77
Sportello Casa per Tutt*
Tutori in Rete del Trentino
Udu Trento
Unione Popolare Alto Adige
USB del Trentino-Alto Adige
Yaku onlus
VOLANTINI IN ALLEGATO
[Questa notizia è stata pubblicata il 7/12/2025 e in costante aggiornamento]
Immagine: volantino










