
Una cinquantina di persone (e scusate se è poco!) ha affollato la sala della comunità di valle ieri sera a Tione. Una presenza numerosa grazie all'ottima organizzazione di Giudicariesi per la pace, che ha promosso l'evento in collaborazione con il Forum trentino per la pace e i diritti umani ed Emergency. La stessa Comunità di valle ha dato il proprio patrocinio.
Con il titolo «Obiettare la guerra» si intendeva riflettere su cosa significhi, oggi, obiettare. Ne hanno discusso Giampiero Girardi, del Forum trentino per la pace e i diritti umani, e Mirko Silva, volontario del gruppo giudicariese di Emergency. Guest star della serata (collegato in streaming) è stato Pietro Puccio, sindaco di Capaci, il primo comune italiano a informare sulle liste di leva i propri concittadini diciassettenni.
Puccio ha raccontato della discussione in consiglio comunale (Capaci è un comune siciliano, vicino Palermo, di 11mila abitanti), dell'approvazione di alcune linee di indirizzo, della delibera che lo ha autorizzato ad un'azione di sensibilizzazione, di formazione e di promozione della cultura di pace. Tutti i 17enni sono stato raggiunti da una lettera che li informava e li invitava a dichiararsi preventivamente obiettori di coscienza.
Il suo intervento, che ha illustrato le motivazioni e le speranze che stavano sotto l'azione intrapresa, è stato ascoltato con molta attenzione e salutato da un lungo applauso.
Nel prosieguo della serata ampio spazio è stato dato alla presentazione della campagna «Sollèvati! La coscienza non si arruola», ufficialmente presentata pochi giorni fa, all'interno della quale ha agito il comune di Capaci.
Tutto parte dal fatto che anche dopo la sospensione del servizio militare obbligatorio (la «leva»), avvenuta nel 2005, i comuni italiani sono comunque tenuti a predisporre le liste di leva, con i nomi di tutti i residenti maschi che compiono 18 anni. Esse vengono, poi, rese disponibili per il Ministero della Difesa che le utilizzerà, in caso di reintroduzione della leva obbligatoria, per l'arruolamento dei cittadini maschi tra i 18 e i 45 anni di età.
La campagna propone ai sindaci e alle sindache anzitutto di dare una doverosa informazione agli interessati, avvisandoli che sono diventati potenziali «soldati». Ma soprattutto sarebbe importante che questa comunicazione contenesse un invito a riflettere su ciò che potrebbe accadere (cioè essere coinvolti in una ipotetica guerra) e ad obiettare, dichiarandosi fin da subito indisponibili a collaborare ad un eventuale conflitto.
Questo è l'obiettivo anche della raccolta di firme che Emergency ha lanciato il 30 settembre scorso per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata a riconoscere in modo esteso il diritto all'obiezione di coscienza: dall'arruolamento nell'esercito alla produzione di armi.
Le norme proposte garantirebbero un'adeguata gestione e un trattamento dignitoso a chi si dichiara contrario alla guerra e alla sua partecipazione.
Numerosi interventi e domande da parte dei presenti hanno reso la serata vivace e partecipata. Si percepiva una forte sensibilità sui temi della pace e un desiderio di incidere in prima persona per difenderla.
L'impegno di tutti continua.
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[Questa notizia è stata pubblicata il 30/10/2026]
Foto: Archivio Forum trentino per la pace e i diritti umani e Ilaria Pedrini
Autore
GG


